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Sorece a D’Ercole: “Faccia autocritica per gli “orrori” commessi”

Si apre ufficialmente la crisi all’interno del gruppo del Pdl in Consiglio comunale. Dopo l’attacco diretto di Giovanni D’Ercole a Orazio Sorece, il consigliere non ha perso tempo e ha replicato con forza alle accuse.
“Apprendo con stupore – scrive Sorece in una nota – l’audace risposta del Consigliere D’Ercole improntata palesemente a depistare l’attenzione della discussione su altri argomenti, mero vizio degli ambigui. Anzi, mi meraviglio come mai non siano stati impiegati nella replica i soliti “servi sciocchi” di cui il Pdl Avellinese prontamente dispone in ogni circostanza, utilizzandoli spesso quale mezzo di replica. Corre l’obbligo di evidenziare al collega D’Ercole che non è nel mio stile saper recitare tra i banchi del Consiglio Comunale, quindi in questo certamente non mi permetto di dare lezioni a veterani del sistema. Voglio ricordare al notabile Capogruppo che il deducente non si è piegato e non si piegherà ad alcuna logica del vecchio sistema della gestione trasversale del potere a danno dei cittadini, pur resistendo con tenacia alle tante e reiterate pressioni alle quali quotidianamente è sottoposto. Chiedo al collega D’Ercole come mai si è rifiutato di sottoscrivere la denuncia alla Corte dei Conti per le bollette telefoniche, pur palesemente enunciata nella preposta conferenza stampa, dove rivendicava con forza la manifesta e singolare iniziativa. Come mai difronte a dei singolari e palesi contrasti non ha provveduto e non provvede alla convocazione di una riunione di ciò che resta del Gruppo del Pdl al Comune di Avellino? Tenuto conto che il compito istituzionale di convocare il Gruppo Consiliare o di provvedere alla risoluzione di possibili e legittimi contrasti tra i vari componenti rientra proprio tra le prerogative dei compiti del Capogruppo. Non abbiamo bisogno di chi riveste ruoli “honoris causa”, o di chi indossa casacche per raggiungere proprie ambizioni.
E’ necessario evidenziare – continua l’avvocato – che gli equilibri politici all’intero del Gruppo Consiliare del Pdl al Comune di Avellino, strana coincidenza, si sono alterati proprio a seguito dell’insediamento della Presidenza dell’Acs. Vero è che da allora una parte del Gruppo Consiliare, si prestava a svolgere una duplice funzione: da una parte era ed è la stampella dell’Udc e dall’altra mero esecutore dei preposti e combinati accordi dettati da alcuni riferimenti della maggioranza.
Pertanto ritengo sicuramente di non essere all’altezza di dare lezioni di teatro ma mi sento all’altezza umilmente di dare qualche consiglio. Quindi invito D’Ercole a provvedere seriamente ad un’immediata autocritica incentrata non sugli errori ma sugli orrori commessi e lo invito nuovamente a fare un passo indietro, considerato quanto caos sia stato determinato, risultanza di una vera indecenza politica. Nel caso contrario, nostro malgrado, i nostri elettori dovranno abituarsi all’idea che ci sarà in seno al Consiglio Comunale di Avellino, un capogruppo di un’anima “zerbina”, che ha palesemente tradito la fiducia e il mandato degli elettori e un gruppo dell’anima ribelle sempre e solo Pdl, da quest’ultimo rappresentato, preposto alla tutela dei diritti dei cittadini e fedele al mandato degli elettori. Infine colgo l’occasione per far rilevare all’Avvocato D’Ercole, le sue ulteriori e palese inadempienze, malignamente volute, relativamente alle mancate comunicazioni nei miei confronti, delle leggendarie e ignorate convocazioni del Partito e che pur rientrano, suo malgrado, tra i compiti di un rispettoso e autorevole Capogruppo. Infine – chiude Sorece – invito il consigliere D’Ercole a dichiarare pubblicamente quale contributo ha apportato al partito del PDL di Avellino, in termini di numero di iscritti. Con la preghiera di non recitare la parte di “Pinocchio””.

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