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Sorbo S. – In piazza il gazebo dei diritti del P. Pensionati

Sorbo Serpico – Anche questa mattina in Piazza Umberto a Sorbo Serpico è stato istallato il gazebo dei “diritti” del Partito Pensionati per l’Italia. Pasquale Anzalone capolista al Consiglio comunale di Sorbo Serpico, responsabile dello “sportello pensioni” istituito presso la sede del partito, ha voluto offrire a tanti cittadini che hanno stazionato sotto il gazebo, una vasta e approfondita consulenza pensionistica. “Il Partito Pensionati per l’Italia – ha continuato De Lieto – chiede una politica sociale forte, a sostegno delle fasce deboli. Di fronte all’impoverimento generale dei pensionati è indispensabile dare risposte concrete e non abbandonarsi a “ricette” che sono fuori dalla realtà. È indispensabile un sostegno vero ai redditi più bassi e rivalutare tutte le pensioni che ormai sono inadeguate. Quest’anno le pensioni, in relazione all’inflazione stabilita dall’Istat, sono aumentate di un caffè al mese: ma di quanto è aumentato realmente il costo della vita per i pensionati? Il Partito pensionati per l’Italia – ha rimarcato – sottolinea la necessità , com’è accaduto il Slovenia, in Israele ed in altre parti del mondo, di essere una forza di cui, chiunque governi deve tener conto, allora nel nostro Paese, molte cose cambieranno. A nulla serve mugugnare ed imprecare, per poi non fare nulla ed abbandonarsi ad un vuoto qualunquismo: è necessario che esponenti del Partito Pensionati siano presenti nelle istituzioni, a tutti i livelli e per far ciò è necessario essere veramente una forza, dal momento che i fatti dimostrano che i pensionati vengono coccolati e blanditi in campagna elettorale, ma poi nei loro confronti cade il silenzio e dei loro problemi , nessuno si interessa. La presenza del simbolo del “Partito Pensionati per l’Italia”, sulla scheda elettorale, è una prova di coraggio,certamente difficilissima, ma è anche una occasione, per i giovani, per gli uomini e le donne di Sorbo Serpico, di essere protagonisti, di gettare alle ortiche il tradizionale giro di questo o quel candidato, e di rivendicare, una volta per tutte, il diritto a cambiare, a voltare pagina ed a dire veramente basta”. (di Ilaria Tranfaglia)

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