Montoro Superiore – Il consigliere Antonello Cerrato, portavoce del Comitato per la tutela dei cittadini della Valle dell’Irno, porta a conoscenza i dati riguardanti l’inquinamento della Solofrana eseguiti dall’Agenzia regionale per l’Ambiente. In base ai risultati “…è necessario avviare un ragionamento – spiega Cerrato – con la Procura di Avellino anche in virtù dell’esposto firmato da tutto il Comitato. Il prelievo, datato 20 marzo 2008, è stato effettuato presso il ponte della frazione S. Pietro. Il dato preoccupante viene dal cromo totale che al novembre scorso era già oltre il limite della soglia cioè 1860 microgrammi a litro contro i 100 consentiti e che oggi è di 10441”. Sono inoltre presenti, stando al dossier, anche i metalli pesanti tipo nichel, piombo e cadmio. Ora il Comitato è in attesa dei risultati dei prelievi riguardanti i mesi di aprile e maggio. La Solofrana riceve scarichi industriali di cinque opifici conciari autorizzati dall’amministrazione provinciale perché provvisti di depuratori atti a vuotare in acqua in tabella A e su questi scarichi “puliti” sembra che si immettano quelli abusivi. Secondo l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Fierro, per eliminare l’abusivismo bisogna far collegare le concerie al depuratore del Codiso. “Questa azione – spiega – semplificherebbe i controlli e agevolerebbe la manovra di monitoraggio”. Ma al momento nulla s’è mosso, anche se il commissariamento dell’Ente di Palazzo Caracciolo non dovrebbe bloccare l’azione del Comitato. Anzi Cerrato pone una richiesta: “Chiediamo che sia istituito un tavolo permanente al quale far sedere anche il commissario straordinario per il superamento dell’emergenza socio-ambientale del fiume Sarno, Roberto Jucci”. Il Comitato fa sapere di ricorrere a proteste dinanzi alle sedi governative “…se non dovessimo ottenere il collegamento degli impianti”. (d.g)
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