Solofra, Tesi: “Quale futuro per il centro Asi?”

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Solofra – L’associazione Tesi di Solofra ritorna sulla questione dell’impiego degli spazi del centro servizi Asi di via Melito. Questo il testo della missiva:

“Con piacere, apprendiamo, che sta per essere insediata un’attività di Ludoteca nel Centro A.S.I. del Comune di Solofra, cioè un luogo di giochi per l’infanzia, un luogo dove si possono scambiare giocattoli e vivere in comunità socializzando anche all’aria aperta. Il Centro Asi, come si legge dal sito ufficiale, é tra le più moderne e funzionali esistenti nel Mezzogiorno ed è stato realizzato con ‘danaro pubblico’ per essere al servizio dello sviluppo, del commercio e dell’e-business; é collocato, per ovvi motivi, in piena zona industriale. Ma ci risulta che a nessuno è stato consentito, nella stessa zona industriale, di pensare e/o fare attività diverse dalla concia, anche a causa della presenza delle insalubrità. Per questo ci stupisce la notizia dell’apertura di una ludoteca in tale zona industriale, di contro ci fa ben sperare che molte persone, tolte le maschere dell’appartenenza, stiano riorganizzando i loro pregiudizi. Speriamo che lo facciano presto. È già da qualche anno che T.eS.I. si batte per la ‘liberalizzazione’ dell’area industriale di Solofra affinché si possano portare nuove realtà economiche non inquinanti e creare nuovi posti di lavoro. Tutto ciò è possibile, ma solo attraverso un’attenta e lungimirante attività di pianificazione. A proposito di pianificazione territoriale, nell’ambito del Convegno “Ripensare il Piano A.S.I. è pubblico interesse!” organizzato dall’associazione T.eS.I. lo scorso febbraio, il numero uno del Consorzio Giulio Belmonte, annunciò la pubblicazione della bozza di Piano Regolatore ASI entro il 31 marzo e l’approvazione dello strumento pianificatore prima dell’estate dell’anno in corso; non per fare polemica, non abbiamo sentito ancora nulla, ne un botto tantomeno un rullo di tamburi”. Di contro ci spiace evidenziare che a Solofra ci sono certamente migliaia di metri quadrati di opifici industriali, ormai chiusi e lasciati al naturale degrado, che attendono ancora risposte. Con loro c’è la storia di tanti imprenditori e migliaia di famiglie di operai. Sembra di essere dopo il 1945, dopo la grande guerra, quando l’industria Italiana era in ginocchio e il popolo come un formicaio preparava la rinascita. Gli anni ’60 ne furono poi la testimonianza. Ma, in quel tempo avevamo i Padri Costituenti a guidarci. In Irpinia ne ricordiamo uno per tutti, Fiorentino Sullo, primo propositore della Perequazione Urbana quando era Ministro dei Lavori Pubblici. Altri si sono susseguiti. Per concludere parafrasando una nota canzone (“… l’estate sta finendo e un anno se ne va”), speriamo che chi ha orecchie per intendere intenda. Come avete capito, noi non perdiamo la pazienza”.

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