Solofra-Stazione sperimentale,Cagliotti: ‘Si accorciano le distanze’

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Solofra – “Per combattere l’avanzata della Cina, nel settore della pelle, bisogna alzare il trend aziendale con una costola in più: l’Università la Sapienza di Roma e la Stazione Sperimentale delle pelli e delle materie concianti”. A dichiararlo, Luciano Cagliotti, Pro-rettore dell’Università la Sapienza di Roma e membro del Comitato Scientifico Ssp. “Da quella centrale alle quattro periferiche, le stazioni sperimentali dovranno trasformarsi in spa per privatizzarne la gestione e liberarsi dal funzionariato statale”. La Stazione Sperimentale pelli nacque nel 1885 come organismo statale con il fine di produrre la formazione e la ricerca nella lavorazione dei guanti. Poi passò progressivamente al settore conciario. Negli anni sessanta non si raggiunse l’adeguamento alle esigenze del settore tanto da venirsi a creare un vuoto. Solo nel 1999 ci fu il riordino, con la trasformazione in enti pubblici economici. Quella napoletana, pur essendo sovvenzionata dalle imprese conciarie, tra cui le solofrane, rispettava però i crismi statali. Ma l’Unic e la S.S.P. ne chiesero al Ministero la soppressione o la privatizzazione e solo nel maggio scorso è pervenuta la trasformazione. “Inizia così, in attesa della ratifica ministeriale, una nuova vita della ricerca conciaria” permettendo una sinergia tra i ricercatori della Stazione Sperimentale e la Conciaricerca. “Si accorceranno le distanze tra Solofra e Napoli con la nascita della Stazione Sperimentale in loco – spiega Cagliotti – risulterà la longa manus”. Salvatore Mercogliano, presidente di Lineapelle, fiera di Milano e Bologna ha ricordato che “in pratica l’innovazione degli ultimi cinque anni è data dalla presenza degli enti locali”. Presenti i sindaci del Distretto Industriale che hanno fatto richiesta di “non voler essere soggetti passivi bensì avere all’interno del distretto un ruolo attivo”. Il sindaco locale, Antonio Guarino, ha infine dichiarato di essere fiducioso nella pelle anche se vi sono stati periodi di diversificazione falliti miseramente. (di Dante Grimaldi)

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