Solofra – Sequestrato sito per deposito giudiziale delle auto

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I militari della Stazione Carabinieri di Solofra e quelli del Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) di Salerno, hanno ispezionato un centro di raccolta e recupero di autoveicoli e il relativo deposito giudiziale presente in altro sito sempre del comune di Solofra. Due le aziende coinvolte. A seguito delle ispezioni condotte dai militari, è emerso che in entrambi i siti, lo scarico delle acque reflue industriali avveniva, in assenza della prescritta autorizzazione, tramite collegamento diretto alla rete fognaria comunale, ovvero direttamente sul suolo. In più, durante il controllo, i carabinieri hanno altresì accertato l’avvenuta costruzione di un corpo di fabbrica in blocchi di cemento, di ben 135 mc di volume, in assenza di qualunque permesso a costruire, quindi del tutto abusivo. Ma la scoperta più importante si è avuta andando avanti nelle attività ispettive, essendo infatti poi emerso come la ditta gerente il deposito giudiziario di veicoli avesse realizzato, senza alcun permesso e in aperto contrasto con lo strumento urbanistico (che la considera area turistica), un ulteriore deposito giudiziario in una zona montana del Comune di Solofra, ampia ben 7.600 mq, stoccandovi sopra ben 264 veicoli in custodia giudiziaria ed esercitando una vera e propria attività di raccolta, recupero e smaltimento di rifiuti speciali (appunto costituiti dalle autovetture) senza autorizzazione e dando vita ad un deposito incontrollato di rifiuti. Terminate le attività ispettive, i carabinieri di Solofra e del N.O.E. di Salerno hanno operato il sequestro dell’intera area montana occupata dal deposito giudiziario e dei 264 veicoli in custodia là presenti, nonché quello delle condotte di scarico nella disponibilità delle due società, all’interno dei due siti presenti in paese, deferendo chiaramente in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino ben 3 persone, cioè i due titolari delle ditte ispezionate e la proprietaria dell’area montana, rea di aver permesso la costituzione di quel deposito incontrollato di rifiuti. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avellino ha concordato con le risultanza investigative emerse nel corso delle ispezioni, convalidando pienamente il sequestro operato dai carabinieri, sulla base appunto delle contestate irregolarità edilizie ed ambientali.

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