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A finire nei guai è stato anzitutto il titolare dell’attività commerciale, ma con lui anche un noto architetto del posto e due dipendenti comunali, resisi responsabili di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in autorizzazioni amministrative. Le indagini esperite dai militari operanti hanno infatti permesso di accertare come, su di un’area di proprietà dell’Iacp destinata a centro sociale per anziani con sala lettura, e partendo da un appalto per la costruzione di un bar necessario alla funzionalità della struttura (con annesso campo di bocce e tavoli da biliardo), il titolare dell’attività abbia nel tempo realizzato e costituito una vera e propria attività a destinazione esclusivamente commerciale, con aumento di superfice per oltre 300 mq, l’occupazione delle limitrofe aree di sedimento comunale, costruzione di manufatti abusivi in spregio allo strumento urbanistico, ed il tutto avvallato da artefatte autorizzazioni e concessioni comunali in sanatoria, anch’esse illegittime ed in palese contrasto con quanto contenuto nel piano urbanistico.