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Solofra, segregazione acque di spruzzo: la nota di Rizzo (Confapi)

Solofra – A Solofra continua il dibattito sull’annosa questione delle acque di spruzzo nel Distretto della concia. Dopo l’ultimo dispositivo emanato dalla Regione Campania, si registra la nota del presidente di Confapi Avellino Franco Rizzo: “La situazione di Solofra è paradossale rispetto agli altri poli conciari italiani, in quanto Solofra è l’unico polo che ha l’obbligo di segregazione delle acque di rifinizione – spiega Rizzo – Tutto è iniziato con un’ordinanza, la numero 10/Sarno dell’8/05/1995, dell’allora commissario delegato Umberto Improta che vietava sia lo scarico nella fognatura tributaria dell’impianto di depurazione di Solofra dei reflui provenienti dai bagni di calcinaio-depilazione sia di quelli provenienti dal processo di rifinizione (acque di spruzzo).
Una successiva ordinanza, la numero 42/Sarno del 22/03/2003 del Commissario delegato Gen. Roberto Jucci, disponeva la cessazione della precedente ordinanza n. 10/Sarno e consentiva alle aziende di non segregare più le acque di rifinizione che potevano essere immesse in fognatura unitamente alla altre acque reflue di processo produttivo. Tuttavia, il Commissario delegato con un ulteriore ordinanza la n. 166 del 22/06/2004 ha ripristinato nel polo conciario solofrano l’obbligo di segregazione a piè di fabbrica delle acque di rifinizione e il divieto di scarico nella rete fognaria tributaria dell’impianto, motivandolo con l’incapacità finanziaria del soggetto gestore (Convenzione tra i comuni di Solofra e Mercato S.Severino) a provvedere ai dovuti interventi ordinari di gestione, ed allo stato di manutenzione dell’impianto stesso”.

“Per quanto mi riguarda la nota della Regione Campania – continua Rizzo – quest’ultima non esonera assolutamente gli imprenditori dal rispetto dell’ordinanza commissariale n.166 del 22/06/2004 del Gen. Jucci in quanto la stessa non è stata mai revocata né dalla Presidenza del Consiglio né dalla Regione Campania. Infatti quest’ultima nella sua nota inviata al Comune di Solofra all’A.A.T.O. 1 Calore Irpino, alla società CODISO e alla società COGEI srl, gestore dell’impianto di depurazione di Solofra, dice semplicemente che l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue in pubblica fognatura, ai sensi del D.lgs. 152/2006, viene rilasciata dall’A.A.T.O. 1 Calore Irpino, che già aveva disciplinato con un suo apposito regolamento, subordinato ai pareri del gestore della fognatura (CODISO) e al parere del gestore dell’impianto di depurazione, gestore temporaneo per conto della Regione Campania (COGEI srl). Ad oggi l’unico ad aver espresso un parere tecnico favorevole al trattamento delle acque di rifinizione è la ditta COGEI srl, gestore dell’impianto di depurazione, che si renderebbe disponibile alla depurazione delle acque di spruzzo unitamente agli altri reflui, nel rispetto dei limiti di accettabilità fissati per lo scarico nella fognatura consortile tributaria del depuratore di Solofra. Pertanto a mio avviso, la Regione Campania nella sua nota dell’ 11/07/2013 n. 0505932, ha semplicemente ribadito chi per legge ha la competenza a rilasciare le autorizzazioni, mentre nulla di nuovo avrebbe espresso in merito all’ordinanza commissariale, la n. 166 del 26/06/2004. Detta ordinanza attiene ad una problematica, la gestione di parte dei reflui del processo di concia “c.d. acque di spruzzo ovvero di rifinizione” in merito alle quali già in passato 211 aziende sono state erroneamente ed arbitrariamente accusate di reati in tema ambientale con richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito di un procedimento, per il quale è stato invece in udienza preliminare attestata la completa estraneità ai fatti di tutti gli indagati. Credo, pertanto, che fin quando non sarà revocata la suddetta ordinanza commissariale, nessun aiuto concreto sarà concesso ai conciatori Solofrani, nel chiarire una vicenda che li vede ancora immotivatamente ed ingiustamente penalizzati rispetto ai loro colleghi degli altri Distretti conciari Italiani, a causa della confusione e della complessità burocratica che presta il fianco a strumentali dichiarazioni di tenore prettamente politico, che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti”, conclude Rizzo.

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