Solofra – Scoperta conceria fallita ma in piena attività: 2 denunce

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Solofra – Era ufficialmente fallita eppure al suo interno lavoravano abitualmente 12 operai. Nella giornata di ieri i carabinieri della Stazione di Solofra hanno scoperto un’azienda conciaria in piena attività.

Al momento del blitz nell’attività di concia e rifinitura pelli conto terzi su via Cementane, i dodici lavoratori alla vista dei militari dell’Arma hanno tentato di dileguarsi, venendo però bloccati prima di scavalcare la recinzione esterna.

La ditta conciaria in realtà era stata dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Avellino datata 8 aprile 2010, con tanto di affidamento ad un curatore fallimentare e divieto di utilizzo e lavorazione. Ciò nonostante, i carabinieri hanno constatato che all’interno dell’impianto conciario erano presenti ben 2 ditte, una facente capo ad un ex socio e dipendente della fallita conceria e un’altra ditta individuale, sempre solofrana. 11 lavoratori erano alle dipendenze dell’ex socio della fallita azienda e uno solo dell’altra, ma tutti assolutamente irregolari perché assunti a nero, mai sottoposti alle visite mediche obbligatorie e mai informati circa i rischi derivanti dall’attività lavorativa. Per di più, quell’unico lavoratore facente capo all’altra ditta individuale, era pure pensionato.

L’attività conciaria, nonostante la sua completa irregolarità, veniva per giunta svolta in assenza dell’autorizzazione all’emissione dei fumi industriali in atmosfera e in mancanza di alcune altre condizioni di sicurezza quali pavimenti non conformi alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro , l’ex socio e dipendente della fallita ditta è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino per tutti i reati connessi alla mancata sicurezza dei lavoratori e, soprattutto, per il reato di appropriazione indebita. Questi, infatti, avendo comunque la materiale disponibilità dell’impianto conciario, nonostante il divieto imposto dal Tribunale di Avellino di proseguire nelle operazioni di lavorazione, per trarre un ingiusto profitto dalla conclusione dell’attività di concia, ha comunque utilizzato attrezzature e materiali di proprietà della fallita azienda, tra l’altro sottraendole alla disponibilità del curatore e – potenzialmente quindi – degli eventuali creditori della fallita società.

Per il titolare di quella seconda ditta individuale, il cui unico lavoratore è risultato assolutamente a nero e pensionato, è scattata la denuncia penale a piede libero per i reati connessi alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e la contestuale denuncia amministrativa per l’irregolare impiego di quell’operaio già pensionato. L’impianto conciario, infine, onde preservarlo da eventuali ulteriori abusi, è stato sottoposto a sequestro preventivo dagli stessi carabinieri operanti.

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