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Signor Petrone, cos’è scaturito dall’incontro di ieri sera? Avete raggiunto un accordo?
“Innanzitutto abbiamo capito che c’è una voglia condivisa di creare una coalizione basata su una vera comunione di intenti. Abbiamo parlato con i dirigenti provinciali dei partiti minori che hanno sposato subito la proposta di lasciare al Pdl la guida del nascente gruppo e quindi la scelta del candidato alla poltrona di sindaco”.
C’è già una rosa di possibili candidati? Lei figura tra questi?
“Personalmente mi sento un uomo di piazza e sono pronto a dare di sì nel caso in cui si convergesse sulla mia persona. Facendo parte di un partito che ha delle regole, comunque, rimetto tutto alle volontà dei vertici provinciali”.
Ad Atripalda, l’Udc ha chiuso un accordo di programma con il Pd “tradendo” il Pdl. Com’è la situazione a Solofra?
“Il caso di Atripalda è del tutto particolare e trova le sue ragioni in personalismi che hanno poco o nulla a che vedere con l’identità delle due coalizioni. Per quanto concerne Solofra, invece, posso dire che lo stesso leader dell’Udc Ciriaco De Mita ha posto le basi per un rafforzamento del matrimonio che ha portato il nostro e il loro partito a stravincere sia a livello regionale che provinciale”.
Vi ponete come forza alternativa all’attuale amministrazione. Quali sono le vostre proposte?
“Attualmente stiamo ancora lavorando al programma, ma è ovvio che non condividiamo le scelte fatte nei dieci anni di amministrazione Guarino poiché Solofra ha progressivamente perso il proprio status di punto di riferimento provinciale e regionale. Proprio per questo vogliamo realizzare un check point che proponga all’Unione Europea progetti seri, capaci di accaparrarsi i fondi strutturali 200//2013 ancora disponibili. Solo realizzando grandi opere che possano fare da calamita per il turismo, possiamo pensare di uscire dalla crisi. Se vinceremo, però, non lavoreremo dalle stanze dei bottoni perché il nostro obiettivo è quello di scendere tra le persone, per capirne i reali problemi e aiutarle. Oltre a ciò, vogliamo risolvere una volta per tutte i gravissimi problemi di natura urbanistica che attanagliano la nostra città, trovando per essa un nuovo assetto”.