
Solofra – A poco più di una settimana dal sequestro effettuato ai danni della Dmf, opificio conciario di via Sambuco a Solofra, i carabinieri della città della concia sospendono le attività di un’altra ditta. Questa volta l’input investigativo è stato dato da una pattuglia della polizia municipale del comune di Montoro Superiore che aveva notato una strana macchia nera scendere lungo le rive della Solofrana. Insospettiti dall’accaduto, gli agenti hanno seguito il rivolo di liquame sporco fino al confine tra i comuni di Montoro e Solofra, chiamando quindi in soccorso i militari della locale stazione. Una volta intervenuti i carabinieri, continuando a seguire la stessa pista, i militari sono giunti a una conceria sita in via Carpisano. Fatti gli accertamenti del caso, i carabinieri hanno deciso di effettuare subito l’accesso per ispezionare i locali e constatare le eventuali violazioni. Ed anche questa volta i militari si sono trovati di fronte ad un’azienda quasi fantasma, priva di qualunque autorizzazione. A seguito dei controlli è emerso che la conceria svolgeva l’attività in assenza della prescritta autorizzazione all’emissione in atmosfera dei fumi prodotti dalla lavorazione; non solo, presso lo stesso stabile, il titolare aveva realizzato anche un cosiddetto ‘deposito incontrollato’ di rifiuti, ovvero uno spiazzo di oltre 100 metri cubi completamente abusivo e senza autorizzazioni igienico-sanitarie, dove venivano accumulati ed esposti alle intemperie i rifiuti scarto della lavorazione. I controlli non si sono limitati alle verifiche strutturali: i carabinieri hanno accertato l’assoluta assenza dei documenti di valutazione dei rischi per i lavoratori. Non era mai stato attuato il dispositivo di legge inerente l’informazione e la formazione dei dipendenti in merito alla sicurezza e agli infortuni sul lavoro. Insomma, i lavoratori erano in completa balia della sorte. Infine la conceria è risultata anche sprovvista di autorizzazione sanitaria, certificato di agibilità del locale, degli appositi registri per gli infortuni sul lavoro e di quelli per il carico dei rifiuti. Viste le numerose violazioni, i carabinieri hanno ordinato la cessazione delle attività per porre subito dopo l’intera azienda sotto sequestro preventivo. Intanto il personale dell’Arpac Campania ha provveduto ad effettuare una campionatura delle acque della Solofrana in prossimità dello scarico dell’azienda, in modo da verificarne i valori ed eventualmente poter contestare ulteriori reati di tipo ambientale.