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Quindi il sindaco continua: “Il risanamento economico comporta dei sacrifici. Siamo stati costretti a ritoccare verso l’alto il canone dell’acqua, rimasto invariato da 25 anni, e che comunque resta inferiore al canone dell’Alto Calore. Nel caso in cui i consumi delle utenze siano comprese fra 0 e 80 metri cubi il risparmio rispetto alle tariffe dell’Alto Calore è del 42 per cento in meno. Se l’utente va oltre la soglia degli 80 metri cubi e non oltre 200 metri cubi il risparmio rispetto alle tariffe praticate dall’Alto Calore è del 10 per cento. Per le utenze industriali, fatta salva la poliedricità della realtà produttiva solofrana, la differenza si aggira attorno al 30 per cento. La verità – scrive Guarino – è che l’Irno Service per l’acqua incassa a stento 560mila euro all’anno e spende 1milione di euro di cui per l’Enel 600mila (a causa anche del forte aumento negli anni dell’energia elettrica). I dati sono questi e sappiamo che pesano sulle famiglie, ma non abbiamo altre possibilità (noi stiamo fortemente riducendo le spese delle Società). Il paese non si governa con chiacchiere o con dati falsi, istigando la gente a non pagare ma parlando con il cuore alla popolazione. L’acqua di Solofra deve restare a Solofra, tutti dobbiamo essere orgogliosi di contribuire a risanare le difficoltà economiche della nostra comunità”. Il sindaco chiude con gli auguri di Natale e Buon Anno Nuovo. A questo punto è ulteriormente rinviata l’intenzione dell’amministrazione comunale di “procedere all’accorpamento in un’unica società Multiservice” dell’ Irno e della Global Service.