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A Solofra il sit-in “Non ce la beviamo” per difendere il diritto all’acqua

Si è svolto ieri sera a Solofra il sit-in “Non ce la beviamo”, promosso dai cittadini che vivono maggiormente il disagio della mancanza d’acqua, iniziativa a cui il Circolo Legambiente Valle Solofrana Solofra–Montoro APS ha aderito per difendere il diritto fondamentale all’acqua. I soci dell’associazione sono scesi in piazza per denunciare una situazione definita “annosa e strutturale”, aggravata dai cambiamenti climatici e da una gestione ritenuta inadeguata.

«In un periodo storico in cui i cambiamenti climatici accelerano e aumentano i loro impatti sul territorio – affermano i cittadini – la tutela e la corretta gestione dell’acqua diventano indispensabili». Sebbene la chiusura notturna dei serbatoi abbia temporaneamente alleviato i disagi delle famiglie, secondo Legambiente la misura non affronta il problema alla radice. La scarsità d’acqua, infatti, si ripresenta ciclicamente dal 2014, anno dell’emergenza per la contaminazione da tetracloroetilene.

Le sempre più frequenti fasi di siccità, sottolineano gli ambientalisti, rischiano di compromettere sia la quantità sia la qualità della risorsa idrica, rendendo urgente un cambio di paradigma e una maggiore partecipazione dei cittadini nella gestione sostenibile del ciclo idrico urbano. «Senza una programmazione a lungo termine – proseguono i cittadini – continueremo a rincorrere soluzioni palliative».

Durante il sit-in sono state presentate una serie di richieste precise alle istituzioni: seguire da vicino il monitoraggio della falda contaminata approvato il 19 febbraio 2025; procedere al dissequestro dei pozzi Consolazione ed Eustacchio per un uso industriale dopo trattamento a carboni attivi; integrare tali interventi con le infrastrutture esistenti; garantire piena trasparenza sul bilancio idrico e sui progetti del Servizio Idrico Integrato, incluso il cronoprogramma del Pozzo Turci; attivare infine la Commissione di Vigilanza sul Servizio Idrico prevista dallo Statuto comunale.

E’ stato annunciato l’invio di una PEC al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri Comunali per portare le istanze «in tutti i luoghi istituzionali e politico-amministrativi di confronto». Alcune copie delle richieste sono state già consegnate ai presenti in piazza San Michele.

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