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Solofra – Il Codeso si appella al Consiglio dei Ministri

Solofra – “Il Codeso, Consorzio Solofra Depurazione, che rappresenta tutte le 170 concerie e numerosi laboratori chimici, esprime forti preoccupazioni per gli interventi posti sino ad oggi in essere dal Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza socio – economico – ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno”. Così Pio Gagliardi, presidente del Codeso, in una nota. “Nonostante siano stati previsti, con fondi del Governo nazionale e della Regione Campania pari a circa 11 milioni di euro, interventi per la rifunzionalizzazione degli impianti di depurazione di Solofra e di Mercato San Severino e per la sistemazione della rete fognaria di Solofra, ancora oggi, le condizioni del depuratore della città della concia evidenziano gravi carenze gestionali che hanno raggiunto, ormai, connotati di notevole criticità. Sembrerebbe inoltre che la gestione del complesso depurativo, svolta dalla Convenzione tra i comuni di Solofra e di Mercato San Severino, nel solo periodo ottobre 2003 aprile 2006 abbia subito una perdita di gestione di circa 15 milioni di euro. Ulteriori preoccupazioni nascono dallo smaltimento dei fanghi derivanti dal processo depurativo dell’impianto di Solofra, il cui costo di smaltimento sembra essere lievitato da 100 euro a tonnellata a 150 euro a tonnellata. Le precarie condizioni dell’impianto avrebbero inoltre determinato, e tuttora determinano, una notevole produzione di fanghi valutabile in un incremento giornaliero di circa 30 tonnellate (la produzione di fango è passata da 95 tonnellate al giorno a 125 tonnellate al giorno). Se i fanghi suddetti dovessero essere dichiarati “pericolosi”, sempre per ragioni ascrivibili a carenze gestionali, aumenterebbero ancora ulteriormente i costi per il loro smaltimento. Sarebbe infatti oltremodo difficile reperire discariche idonee ed il costo di dismissione passerebbe, presumibilmente, a circa 250 euro per tonnellata. Tale eventualità comporterebbe una perdita di gestione per il solo anno 2007 di oltre 5 milioni di euro che inevitabilmente avrebbe gravissime ripercussioni sull’ imprenditoria conciaria. Un altro campanello d’allarme per i conciatori solofrani aderenti al Codeso è rappresentato dalla mancata utilizzazione sia dell’essiccatoio dei fanghi che del relativo impianto di deodorizzazione. Se tali impianti fossero stati a suo tempo regolarmente realizzati, collaudati ed avviati, la produzione di fanghi sarebbe stata notevolmente inferiore con conseguenti notevoli economie. I maggiori costi derivanti dall’inefficienza del sistema depurativo ingiustamente oggi ricadono sulle industrie conciarie solofrane, che puntualmente pagano le dovute tariffe sensibilmente maggiorate rispetto a quelle applicate negli altri depuratori a servizio dei poli conciari a parità di carico inquinante. Al tempo stesso non si comprende come gli enti gestori degli impianti – realizzati con contributi statali e regionali – non li abbiano tenuti in condizione di efficienza. Trattandosi di costi che ricadono, pertanto, quasi esclusivamente sull’imprenditoria conciaria solofrana, già in grosse ed evidenti difficoltà per far fronte alla concorrenza internazionale, il Codeso nei giorni scorsi ha richiesto l’intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Ambiente, del Presidente della Regione Campania e dell’assessore regionale all’Ambiente e al Ciclo Integrato delle Acque.

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