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Solofra – Concia, Esposito: “A settembre orizzonte nebuloso”

Solofra – Negli anni passati gli opifici del polo conciario solofrano chiudevano in due fasi i battenti per le ferie. Una buona parte alla fine di luglio, gli altri prima del tanto sospirato ferragosto. Ma erano quelli gli anni in cui le commesse fioccavano. Tanto da permettere ad un operatore conciario di godere al massimo di due settimane di ferie per poi riattaccare la spina e rimettersi di nuovo in attività. Da qualche anno questa foto risulta un pò ingiallita, visto che la crisi ha finito con il cambiare tutte le abitudini. Gli operai fittavano la casa al mare per la famiglia, oggi invece si accontentano del ‘mordi e fuggi’ per non gravare sul bilancio familiare monoreddito e semmai da cassa-integrato. Intanto: “A settembre si prospetta un orizzonte per nulla chiaro nel campo lavorativo ma piuttosto nebuloso – sottolinea preoccupato il segretario locale della Femca-Cisl, Giovanni Esposito – visto che ci sono altri tre opifici in difficoltà”. Nel mirino ci sono le concerie S. Teresa, la Effegi e la Tre Emme. Per la prima si tratta di fallimento, tanto che martedì prossimo il sindacato avrà un incontro col curatore fallimentare nominato dal tribunale avellinese. “Una doccia fredda – spiega il sindacalista -. Che, ironia della sorte, non fa bene al caldo di questi giorni in quanto le maestranze saranno penalizzate. Secondo la Legge, la manodopera in questione, ventotto unità, dovrà ricorrere prima alla cassa integrazione guadagni speciali e poi, purtroppo, alla mobilità. Speriamo che la ditta, la quale si è trovata per situazioni ancora da chiarire nel mezzo del fallimento, faccia un ricorso”. La conceria Effegi ha comunicato al sindacato di inoltrare la procedura di mobilità per sedici dipendenti. La causa risulta sempre la stessa, cioè dismissione dell’attività produttiva. La Tre Emme, invece, ha già fatto sapere di porre in mobilità ben dodici operai dell’intero organico composto da venticinque unità. E siccome è negli ultimi mesi della Cigs, avrà un incontro col sindacato a settembre dove sicuramente porrà in mobilità gli operai indicati. La motivazione? Sempre la solita: poche commesse e la forte concorrenza dei Paesi del sud est asiatico. Restando sul fronte degli operai, il segretario provinciale della Femca-Cisl, Tonino Olivieri, interviene poi sulla situazione di quelli passati dalla Codiso al Nuovo Soggetto Attuatore, gestore del disinquinamento dell’Alto Sarno, che vede a capo il Commissario per il superamento dell’emergenza, gen. Roberto Jucci. “Tocca pagare le mensilità più tredicesima e quattordicesima al Nuovo Soggetto Attuatore – spiega Olivieri – visto che gli operai non furono licenziati dalla Codiso ma passarono da una ditta all’altra. E nell’incontro tenutosi nei mesi scorsi, Jucci si presentò all’accordo con gli avvocati. Quindi sa che tocca alla nuova società pagare il tutto agli operai. Ora pare che si giochi sull’equivoco che secondo me non esiste”. Il sindacalista esprime anche una sua opinione: al posto di ricorrere con facilità ai commissari bisognerebbe seguire la legislatura ordinaria. “Come la questione dell’Ato, di cui dovrebbe far parte Solofra. Se l’Ente Calore Irpino si fosse mosso due anni fa, non ci sarebbe oggi alcun Commissario”. E’ un Olivieri a trecentosessanta gradi, visto che la nomina di Super Commissario data a Jucci sposta il discorso sul fattore rifiuti. “Certamente non sarà facile per il Commissario badare a due grosse problematiche contemporaneamente. Il problema andava affrontato dalla Regione Campania che doveva creare, come hanno fatte le altre, dei termovalorizzatori con una legislatura ad hoc”. Il sindacalista ricorda che per ogni trentamila abitanti, come si fa in Francia, si crea un termovalorizzatore “invece ci si è ribellati e la spazzatura abbonda per le strade. In un Paese civile ci vogliono i poteri ordinari e non la creazione di commissari vista l’esistenza delle leggi. E il termovalorizzatore nel Distretto Industriale di Solofra era ben mirato visto che con le due Montoro si raggiungeva il numero di abitanti sufficienti”. Infine, la preoccupazione relativa all’arrivo di spazzatura da altre zone, soprattutto quelle napoletane. “E’ vero, questo timore esiste – conclude Olivieri – ma con la legge mirata dei trentamila abitanti, il termovalorizzatore risultava sufficiente solo per i bisogni di questi e non di altri”.(di Dante Grimaldi)

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