Solofra – Cogeneratore, la Confindustria: “Agitazione immotivata”

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Solofra – “Si stanno agitando sul territorio del distretto di Solofra incomprensibili preoccupazioni in ordine alla compatibilità ambientale dell’impianto di cogenerazione nel Pit industriale”. E’ la nota della Confindustria di Avellino e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil. “La realizzazione di una centrale ad alimentazione mista è stata fortemente voluta dal tavolo di concertazione che, all’unanimità ha ritenuto che un intervento di tale tipo rafforzi in modo significativo la dotazione infrastrutturale del territorio solofrano. La centrale ipotizzata nel progetto Pit mira a mettere al servizio delle aziende almeno tre elementi ulteriori di convenienza: a) trasformare gli scarti di lavorazione da costo per la loro inertizzazione a ricavo, in quanto combustibile generatore di energia; b) mettere a disposizione delle aziende a baso costo, sotto forma di acqua calda riutilizzabile, energia altrimenti dispersa nell’atmosfera e nel suolo quale calore di risulta da raffreddamento degli impianti; c) stabilizzare l’offerta energetica e diversificarne le fonti”. Una scelta “unanimemente apprezzata dagli operatori economici quale contributo effettivo, per quanto parziale, all’abbattimento dei costi di produzione il cui grado elevato è una delle concause di perdita di competitività dei nostri sistemi produttivi locali. Le tecnologie oggi disponibili sul mercato, se le si rapportano alla bassa capacità produttiva della centrale ipotizzata, escludono ricadute apprezzabili per l’ambiente sotto forma di scarichi in atmosfera e nel suolo. D’altro canto resta affidata alle autorità sanitarie locali, sottoposte in quanto istituzioni decentrate al controllo democratico immediato dell’opinione pubblica, assicurare a regime, il rispetto di tutti i parametri di sicurezza imposti dalla legislazione vigente. Appare perciò del tutto incomprensibile ed immotivata ogni agitazione che distorce la portata dei provvedimenti avviati e costruisce ombre e pericoli assolutamente inesistenti”.

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