
Solofra – Dalle parole ai fatti. E’ ciò che emerso dalla riunione tenutasi presso l’ex convento di Santa Chiara di Solofra in merito al rincaro della tariffa sulla depurazione. Gli operatori conciari avevano già annunciato, prima delle ferie estive, l’intenzione di prendere dei provvedimenti a loro tutela. Infatti al termine dell’incontro hanno deciso di adire a vie legali dando cosi mandato ad un legale. Oltre all’aumento l’altra questione sul tavolo della discussione è stata quella riguardante le acque di spruzzo, problematiche tra l’altro che viaggiano di pari passo. Difatti la separazione delle acque di spruzzo servirebbe all’aumento del volume delle acque da conferire nell’impianto depurativo contribuendo cosi all’abbattimento dei costi. Al termine della discussione sono state riportate in un documento tutte le questioni dannose per il polo conciario che vive sulla propria pelle la crisi internazionale del settore. Il problema, nato nel dicembre 2008, è sempre lo stesso: meno reflui e meno soldi nelle casse dell’impianto depurativo ed il soggetto attuatore ha pensato di aumentare del 10 per cento la tariffa sulla depurazione agli operatori conciari. Passaggio importante nel documento risulta essere “…Questo invito a congelare, almeno fino al prossimo trentuno dicembre gli aumenti tariffari, è stato fatto proprio dalla Regione Campania che al congelamento aveva subordinato la sua disponibilità a farsi carico di sostegni reali alla gestione commissariale”. Congelamento che nei fatti non c’è stato. Intanto è in programma per domani alle 11.00 presso gli uffici della Presidenza della Regione Campania una riunione a cui prenderà parte una delegazione dell’amministrazione comunale di Solofra. (di Dante Grimaldi)