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Inoltre, con la presente nota politica si coglie l’occasione per sgombrare il campo una volta per tutte da teorie fuorvianti lette e ascoltate negli ultimi giorni, inerenti la ricostruzione storica degli accadimenti amministrativi degli ultimi anni. La principale “boutade” riguarda la fantomatica continuità tra l’amministrazione precedente e l’attuale, data la presenza in essa di amministratori “uscenti”. Ma i bene informati, ai quali mi vanto di appartenere, sanno che: l’attuale sindaco Michele Vignola passò all’opposizione della precedente amministrazione dopo aver ricoperto per due anni la carica di vice-sindaco, facendo pubblicamente ammenda in un pubblico comizio (si richiedeva anche l’autoflagellazione?); il consigliere Pasquale Gaeta, oggi in quota UDC, ha abbandonato la precedente amministrazione, passando anch’egli all’opposizione, nella primavera del 2010 verificata l’impossibilità di continuare il rapporto di collaborazione; il consigliere Tommaso Ruggiero ha ritenuto di sposare un nuovo corso politico-amministrativo, di cui ha evidentemente avvertito la necessità.
Alla luce di quanto sopra detto, viene naturale chiedersi: la sbandierata continuità può essere questa, o era incarnata nella lista denominata “Per il bene di Solofra”, che vedeva la candidatura di ben dodici elementi della precedente amministrazione?
Ciò premesso, appare paradossale come coloro i quali per dieci anni non sono riusciti a incidere su certe tematiche, oggi vorrebbero, loro sì, apparire come i salvatori della patria, chiedendo agli altri di fare immediatamente quel che essi non hanno fatto in dieci lunghi anni. Allora due sono le ipotesi: o essi non hanno fatto niente, e allora parleremmo di aria fritta, oppure, se hanno tentato di fare qualcosa, come sostengono, non sono riusciti a incidere, e questa seconda ipotesi sarebbe anche peggiore della prima, implicando la mancanza di credibilità politica di un’intera classe dirigente.
Per quanto attiene il consenso, infine, è altrettanto singolare che si accusi l’attuale maggioranza di averne avuto poco e di essere “minoritaria”, poiché il concetto delle sei liste in corsa valeva per tutti, e le regole, discutibili quanto volete, valevano per tutti allo stesso modo. E non necessariamente chi ha votato per altre liste, eccettuata quella dell’ex-amministrazione, esprimeva un voto ostile all’attuale maggioranza. Piuttosto dovrebbe essere l’amministrazione uscente a spiegare come mai i suoi innumerevoli progetti e opere di “svolta” per la Città non le hanno assicurato un ampio consenso.
A conclusione della presente nota, possiamo solo ribadire che la causa della discontinuità politico-amministrativa è stata sposata dall’UDC di Solofra, in sintonia e accordo con i vertici provinciali (e sovra provinciali) del partito, è ispirerà di certo l’azione dell’amministrazione in carica per tutta la consiliatura, sempre aperta a coloro che vorranno dare il loro apporto serio, costruttivo e in linea con il suo programma di governo del territorio.
Fatte tali debite e dovute considerazioni e precisazioni, riteniamo chiuso definitivamente l’argomento, e da oggi guarderemo solo avanti nel tentativo di aprire un’epoca migliore per la nostra Solofra”, conclude la nota.