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Solofra, acque di spruzzo: il Tar dà ragione ai conciatori

Solofra – Svolta epocale nella battaglia dei conciatori di Solofra contro l’ordinanza che impone la segregazione delle acque di rifinizione o acque da spruzzo. Il Tar di Napoli ha accolto definitivamente il ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Saccone, legale di 40 aziende della concia a Solofra (molte delle quali associate al Codeso) che ha annullato de facto tutti i provvedimenti sinora emanati in materia, tra cui la famigerata ordinanza 166/2004 con cui il commissario Jucci dispose la segregazione dei reflui sulla base di un parere che le riteneva un rifiuto pericoloso.

In sostanza, secondo quanto riferito dall’avvocato Saccone, il Tribunale Amministrativo ha ribadito che in realtà le acque di spruzzo non sono rifiuto pericoloso, precisando che che gli stessi reflui possono essere conferiti e trattati presso l’impianto di depurazione di Solofra, oggi “sottosfruttato”.
A metà della prossima settimana, Giuseppe Saccone e il gruppo di lavoro che ha seguito l’intera vicenda – tra cui anche Maurizio Galasso, superesperto in materia di depurazione per reflui industriali – terranno una conferenza stampa nella quale illustreranno agli industriali solofrani i particolari del dispositivo del Tar. Parallelamente partirà la richiesta di risarcimento danni contro l’Ente Regione poichè gli imprenditori in questi anni di vigenza del divieto di conferimento hanno dovuto sopportare costi ulteriori per lo smaltimento dei reflui.

E’ da sottolineare come quella della segregazione sia una pratica che si registra unicamente nel distretto conciario campano visto che a Santa Croce sull’Arno e ad Arzignano, i cosiddetti reflui delle acque da spruzzo (o di rifinizione) vengono normalmente conferiti in fogna. La segregazione ha comportato sinora un aggravio di costi per le aziende solofrane.

La battaglia giuridica contro la Regione intrapresa da Saccone e dai conciatori di Solofra ha visto nei mesi scorsi già diversi pronunciamenti. Il tribunale amministrativo si è espresso in favore dei conciatori imponendo alla Regione di esprimersi al riguardo fissando il termine dei sessanta giorni. Di qui, una perizia tecnica da parte dell’Ente di Palazzo Santa Lucia che aveva dato parere negativo e la nuova opposizione dei privati. A fine novembre l’ultimo risvolto giuridico (in ordine di tempo) di una battaglia che potrebbe segnare un punto a favore di fondamentale importanza per la concia solofrana. (@antopirolo)

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