Sollecito al dialogo: De Mita rilancia la difesa dell’Idea Irpinia

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– di Antonio Porcelli – Lioni – Nel giorno del 28mo anniversario del sisma del novembre ’80 l’Unione di Centro si ritrova a Lioni per proseguire l’azione di qualificazione ed aggregazione politica. Al tavolo della presidenza, Ciriaco De Mita con Angelo D’Amelio e Giuseppe Di Milia nella veste di moderatore. Sgombrando il campo dalle “stilettate” ormai consuete ed abitudinarie nella fase attuale della politica provinciale e non solo, è emerso dal dibattito il “ragionamento” del De Mita pensiero attraverso passaggi ben collegati sul tentativo politico della riappropriazione del territorio. De Mita ha sollecitato la platea di dirigenti ed amici a “tentare di cercare sempre la soluzione, evitando la divisione nella comunità… per il semplice motivo che la gente ha smarrito la memoria e alla fine ognuno ritorna al proprio posto”. Il leit – motiv dell’analisi dell’ex presidente del Consiglio si è incentrato sul concetto di comunità e la difesa dei suoi valori con il radicamento del partito sul territorio con la necessità di rioccuparlo con la giusta attenzione ai bisogni e alla loro risoluzione. Il progetto demitiano espresso attraverso le riflessioni lionesi del leader si può così riassumere. “ In politica vince chi aggrega, non chi è solidale” – “Ricreare la condizione del dialogo dando vita ad un movimento recuperando la tradizione del popolarismo democratico”. “ Si cambia se la storia continua e la politica è la continuazione della storia”. “Le proteste anche organizzate portano alla sconfitta: la gente alza la voce e gli organizzatori…prima o poi scompaiono”. Espresse così appaiono tanti slogan vuoti, ma De Mita è stato convincente nella sua serena analisi. Ha innanzitutto evidenziato oltre le parole che vanno sempre “pensate”, una linea politica, quella “dell’Idea Irpinia” attraverso un filo logico che impone, come ha affermato, “ di riconsiderare le situazioni “spiazzando” anche i vari interventi che hanno preceduto le sue conclusioni. Le “situazioni” da riconsiderare sono per il leader di Nusco, la “coincidenza con la storia del partito popolare”, la “tutela dei diritti delle persone”, il “recupero del percorso possibile” e la “preoccupazione verso l’attuale dibattito politico provinciale…perchè non c’è l’unità nel sostenere le varie proposte”. Apertura quindi tentando di unire e ricomporre le comunità: è questo l’invito di De Mita che boccia il federalismo fiscale, invita alla provincializzazione del servizio rifiuti, sollecita spiragli alla delicata situazione della sanità tirando le orecchie ai “consiglieri regionali che non sanno di cosa parlare...” perplesso sulle convenzioni con le strutture private nella sanità, come appare “assurda l’ipotesi che l’ospedale di Ariano Irpino possa essere anche la struttura per l’Alta Irpinia ” e poi forse.. un richiamo: “ La mia opinione era di non sciogliere Andretta, l’Ente Provincia e l’Alto Calore Servizi e quello che si stava consumando al Comune di Avellino”. Un tentativo alla riflessione e ai …nemici: “Il nemico sarebbe chi li ha fatti uomini, si lamentano perché io li insulto – ha aggiunto – ma io non ho mai insultato nessuno: la distribuzione dell’intelligenza dipende dal Padreterno”. Inversione di marcia del De Mita -pensiero? No, ragionamento. Per De Mita, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e della “delicatissima situazione economica”, occorre puntare alla “tutela delle zone interne riscoprendo i bisogni amministrando le risorse”. Un convegno durato circa tre ore dove non poteva mancare la stilettata finale. Questa volta a Rodolfo Salzarulo sindaco di Lioni, “Tra qualche anno nessuno si ricorderà di lui, teorizza la sovranità, lui la rappresenterebbe se tenesse conto di tutti; se non parlasse di una posizione che non c’è; se non fosse un mediocre filosofo diventato politico”. Insomma un De Mita nel bene e…nel male. Prima del leader gli interventi dei “colonnelli” ad iniziare da Giuseppe Di Milia, che ha chiesto al governatore della Regione Campania Antonio Bassolino ( il 24 a Sant’Angelo dei Lombardi, ndr) di pronunciarsi con parole chiare sulle zone interne della Campania e che si intervenga sul Piano territoriale regionale affinché non sia calpestata la dignità dei cittadini e degli amministratori che devono mettersi insieme per realizzare una piattaforma concreta. Gaetano Sicuranza ha immaginato invece “che la piattaforma logistica potrebbe contribuire ad una offerta turistica di qualità unitamente allo schema del distretto turistico dell’Irpinia”. Sul piano politico ha ribadito di essere legato “al presidente Ciriaco De Mita innanzitutto da un vincolo di profonda amicizia, sentimento molto importante in un momento di crisi dei valori, e per la condivisione del suo progetto politico. Poi, “Ci siamo finalmente liberati dei professionisti della diffamazione – ha poi aggiunto riferendosi soprattutto a personaggi come Gerardo Adiglietti – e adesso, con Giuseppe De Mita, possiamo procedere al cambiamento possibile in provincia di Avellino”. Giuseppe Solimine ha ricordato l’importanza dell’accordo di reciprocità sottoscritto da 33 Comuni dell’Ufita, complessivamente intesa, con il quale le amministrazioni locali si sono impegnate a dialogare tra loro per sviluppare insieme lo sviluppo del territorio. Nicola Di Iorio, ha denunciato la “distrazione” dell’attuale Ptr evidenziando tra “ le poche cose buone fatte dall’Amministrazione provinciale, l’approvazione del documento di sintesi, che conteneva tutte le questioni locali, ma alla fine le uniche piattaforme previste sono a Marcianise e Battipaglia”. Di Iorio ha ricordato l’impegno sviluppato sul corridoio ottavo, che in un primo momento toccava soltanto la Valle dell’Ofanto, affinché lambisse anche l’Ufita ed ha sottolineato che, “secondo alcuni, le vere questioni riguardano la realizzazione delle rotatorie, come quella di Mercogliano, fatte passare come grandi opere”. Pietro Foglia si è soffermato sulle enunciazioni che “dal 1986 si discute della Contursi-Lioni-Grottaminarda, ma finora, come sulla linea ad Alta Capacità, abbiamo registrato soltanto chiacchiere”. Angelo D’Amelio, segretario provinciale dell’Udc e commissario del partito, ha approvato “l’idea di un confronto itinerante sui problemi dell’Irpinia e dichiarandosi concorde con le osservazioni proposte ha rilanciato il progetto della Costituente come qualcosa di alternativo al sistema politico attuale”.

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