Solimine replica: “De Simone si assuma le proprie responsabilità”

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“Non ho mai inteso dare lezioni a qualcuno, al contrario, nella vita pubblica e privata, ho sempre cercato di apprendere più che insegnare”.Così Giuseppe Solimine replica ad Alberta De Simone. Riceviamo e pubblichiamo la missiva.

“Devo constatare, mio malgrado, che la risposta data dall’onorevole Alberta De Simone, brava docente di professione, dimostra che è meno credibile quando si esercita negli insegnamenti politici. Personalmente sono stato abituato ad apprendere le buone lezioni, soprattutto quando queste derivano da chi è mosso da una sana e corretta formazione politica, che riguarda anche le modalità di gestione delle difficoltà e, dunque, se l’età dovesse essere l’elemento per aiutare ad essere più responsabile e meno istintivi – come osserva l’onorevole De Simone – devo concludere che la vicenda della Provincia ha reso palese tutte le lacune tipiche di chi, probabilmente, dalla politica ha ricevuto tanto e rischia di non lasciare nulla. Giuseppe Solimine, persona seria, ha tentato di percorrere tutte le strade possibili per chiedere che fossero mantenuti un alto livello di responsabilità e che la riflessione prevalesse sulla istintività delle azioni. Non ho mai affermato che Alberta De Simone non abbia avuto meriti sul piano politico; ho solo constatato che gli eventi, per come si sono succeduti, inducono inevitabilmente a pensare che in un momento di grande scoramento politico si sia potuto immaginare di trovare una via di fuga rispetto alle responsabilità che sarebbero diventate più stringenti man mano che si stava avvicinando il momento decisionale, relativamente alla realizzazione della terza discarica in provincia di Avellino. L’osservazione che rivolgo alla opinione pubblica e che, probabilmente, i cittadini pongono alle istituzioni riguarda l’aver dovuto constatare la più assoluta incapacità nel difendere un territorio rispetto a decisioni calate dall’alto e nei cui confronti sono stati registrati soltanto atti di rassegnata determinazione, al di là dei tanti luoghi comuni, che rispondono ad una esigenza di facciata, ma non risolvono nulla. La realtà è ben diversa delle false rappresentazioni: oggi l’Irpinia vive un dramma dal quale non si riesce a venire fuori perché il territorio sembra colpito da una sorta di predestinazione, alimentata dall’assenza di un livello alto di tutela e di difesa delle aree interessate, che, anche per colpa di una classe politica probabilmente non all’altezza del compito, non è riuscito a difenderne la storia e la cultura. Ciascuno è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità e alla De Simone credo vada chiesto di fare altrettanto, tanto più che la professoressa ha ricoperto la funzione di sub-commissario per l’emergenza rifiuti, senza mai avvertire la necessità di attivare meccanismi di supporto e di sostegno alle scelte, tali da spalmare le responsabilità sui vari livelli istituzionali. Nulla è stato fatto anche quando il Consiglio provinciale ha manifestato in maniera chiara e netta la propria volontà per attivare la provincializzazione, che era e rimane l’unica soluzione possibile per fronteggiare un disagio annunciato. Ai tavoli istituzionali erano state proposte anche altre soluzioni, che non avrebbero certo risolto l’emergenza, ma aiutato a superare il problema nel rispetto della legge e mi riferisco all’avvio della raccolta differenziata ed all’attivazione dei consorzi. Non è stato possibile neanche attivare il tavolo istituzionale, come da me sollecitato numerose volte, perché, evidentemente, le condizioni di condivisione di un problema non potevano diventare oggetto di una discussione che avesse coinvolto i diretti interessati, cioè le autonomie locali ed i rappresentanti del territorio. Senza voler dare pagelle a nessuno, come capogruppo alla Provincia credo di aver avuto, durante la fase delle trattative provinciali, un atteggiamento improntato alla massima correttezza, non ho mai debordato e spesso ho addirittura abdicato anche in quelle occasioni nelle quali potevano essere avanzate legittime richieste, relative ad impegni precisi che pure non sottoscritti erano stati assunti. Se la politica vuole continuare a svolgere la funzione di maestra di vita e rappresentare il punto di riferimento per le giovani generazioni, occorre che coloro i quali hanno maturato le esperienze opportune non trasmettano messaggi negativi, ma elementi che diano ai giovani le motivazioni vere dell’essere “politico”, anteponendo l’interesse della collettività a quelli personali, per quanto legittimi e politicamente corretti. Mi auguro che Alberta De Simone rifletta approfonditamente in modo da non insistere nel voler a tutti i costi apparire come una vittima e noi, dal nostro punto di osservazione, ci impegniamo a non considerarla la carnefice della intera vicenda, che ci ha visti coinvolti nel bene e nel male, prima come persone, poi come partiti politici. Alle persone va dato rispetto e dignità, ai partiti va riconosciuto il ruolo di soggetti costituzionalmente preposti ad individuare senza coercizioni o forzature inutili la soluzione ai problemi che i cittadini hanno”.

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