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Solimine: “Il Prefetto Blasco si faccia carico di responsabilità”

Ariano – “In provincia di Avellino si abbatte una maledizione di cui avevo avvertito il presagio e gli atti amministrativi redatti nei mesi scorsi lo dimostrano, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che il Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, si fosse spinto fino al punto di voler modificare la geografia della nostra provincia, trasformandola da area verde e produttiva in un immenso buco capace di ricevere milioni di tonnellate di rifiuti urbani, tossici, nocivi e quanto altro provenienti dall’intera regionale”. Cosi il presidente della Comunità Montana dell’Ufita, Giuseppe Solimine, interviene sulla decisione del commissario De Gennaro di aprire due maxi discariche sul territorio irpino. “E’ dal 1994 che la nostra popolazione e le istituzioni democratiche sono perseguitate. In un momento drammatico, – aggiunge Solimine – soprattutto per quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni, richiamo il prefetto di Avellino, Ennio Blasco, al senso di responsabilità”. Poi l’excursus che ha visto il presidente montano ad avanzare diverse proposte: “ A febbraio scorso chiesi al presidente dell’amministrazione provinciale, Alberta De Simone, che convocasse il tavolo istituzionale della unità di crisi per valutare quanto accaduto ed assumere le opportune iniziative proprio per contrastare la temuta regionalizzazione della gestione dei rifiuti. Riunii la Giunta esecutiva dell’Ente montano per approvare un documento nel quale si proponeva a De Gennaro l’accettazione del piano provinciale dei rifiuti; la costituzione di una unità di controllo, composta dalle amministrazioni locali, dai rappresentanti delle forze dell’ordine e dal personale Asl per verificare la provenienza e la qualità dei rifiuti che sarebbero giunti in discarica; la presa di posizione chiara ed inequivocabile contro qualsiasi ipotesi di trasformare la provincia di Avellino in discarica a servizio della Campania; la consistenza della quota di ristoro per le popolazioni che dovessero ricevere l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti e l’attivazione immediata della raccolta differenziata nei comuni che risultano ancora inadempienti. Quel documento è stato approvato anche dal consiglio generale dell’Ente montano in occasione della seduta del 3 marzo scorso. Come gruppo consiliare abbiamo chiesto due settimane fa la convocazione straordinaria ed urgente del consiglio provinciale proprio per organizzare il contrasto verso il progetto scellerato relativo al dirottamento in Irpinia di tutti i rifiuti campani. Dunque, nessuna meraviglia. Anche se De Gennaro ha superato qualsiasi limite di decenza. La meraviglia, semmai, riguarda la modalità ed il tempo scelti per comunicare una iniziativa già nota a gennaio scorso, ma tenuta nascosta in fondo a qualche cassetto per evitare, evidentemente, la turbativa della campagna elettorale, salvo tirarla fuori subito dopo la consultazione elettorale. La sensazione è che si sia trattato di una bomba ad orologeria che non contribuisce a rasserenare gli animi”. Poi le richieste a De Gennaro: “La prima riguarda l’annullamento immediato dell’attuale piano, che non è ricevibile; la seconda è una raccomandazione, che intacca le regole dell’ordine pubblico”. Per Solimine il consiglio a De Gennaro è che “…non si faccia tentare di essere debole con i forti e forte con i deboli, perché commetterebbe un atto miserevole sul piano umano ed irresponsabile su quello istituzionale, perché la popolazione, dopo 14 anni, sembra aver perso la pazienza e potrebbe reagire duramente nei confronti di una scelta semplicemente incredibile. Il problema non si risolve spiegando alle persone che le indicazioni devono essere accettate in quanto tali e che il dialogo si può aprire, ma partendo dal presupposto che chi decide dispone di generali pronti a mobilitare mezzi ed uomini per attaccare. De Gennaro, che è uomo dello Stato, dovrebbe coerentemente rispettare e far rispettare quanto di lui stesso affermato pubblicamente, invece di modificare la propria posizione in modo repentino ed autonomo, mostrando così incertezza ed alimentando il senso di sfiducia della gente nei confronti delle istituzioni, che stanno progressivamente perdendo dignità e credibilità”.

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