AVELLINO- Il provento di una truffa era finito sulla sua carta postale ma alla fine del processo è stato mandato assolto con formula piena dall’accusa di frode informatica. Quanto deciso dal giudice monocratico del Tribunale di Avellino nei confronti di un imputato sulla cui carta nel novembre del 2021 erano finiti 4500 euro provenienti da una truffa informatica, in buona sostanza erano state sottratte le credenziali della vittima ed il conto era stato alleggerito della somma di 4500 euro attraverso il “phishing” ovvero quel meccanismo illecito posto in essere da esperti nella commissione di crimini informatici, capaci di carpire attraverso l’invio di email o messaggi le credenziali del conto corrente e svuotarlo delle somme ivi presenti. La Procura aveva invocato nei suoi confronti una condanna ad otto mesi di reclusione. Ma il giudice monocratico ha mandato assolto l’imputato. Le motivazioni saranno note entro settanta giorni, tanti sono quelli che il giudice ha previsto per il deposito delle stesse. La tesi della difesa, il penalista Massimiliano Russo, era invece concentrata sul dato che il solo trasferimento della somma sulla carta dell’imputato, che tra l’altro aveva segnalato telefonicamente lo smarrimento della carta agli operatori dell’istituto postale senza sporgere denuncia, non potesse bastare a ritenerlo concorrente nel reato di frode informatica. Anche perché agli atti del processo non c’erano tracce o accertamenti relativi ai prelievi effettuati dopo il deposito e quanto potesse far emergere una sua responsabilità., che lo stesso non avesse i requisiti per attuare un delitto del genere né tantomeno erano emersi contatti tra l’imputato con soggetti appartenenti a determinate organizzazioni criminali o con precedenti specifici. Tutto sarà più chiaro dopo il deposito della sentenza.
Soldi della truffa sul suo conto ma viene assolto dall’accusa di frode informatica
