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Social vietati agli under 16: il professor Iandiorio sostiene il modello Australia e Francia

Si è tenuto questa mattina, lunedì 3 febbraio 2026, presso la Sala Blu del Carcere Borbonico di Avellino, il convegno “Emozioni, comportamenti e contesti educativi”, promosso dall’Istituto Superiore “Paolo Anania De Luca”. Un momento di confronto che ha acceso i riflettori su una delle emergenze educative più sentite degli ultimi anni: il rapporto tra emozioni, comportamenti giovanili e uso pervasivo del digitale.

A partire dalle dichiarazioni del professor Francesco Marino Iandiorio, referente del progetto di educazione affettiva e relazionale, è emersa con forza la convinzione che la scuola, da sola, non possa reggere il peso educativo che oggi grava sulle nuove generazioni. «La scuola è uno strumento fondamentale – ha spiegato – ma è solo una parte della società. Senza un dialogo costante con famiglie e istituzioni, diventa difficile aiutare i ragazzi a uscire dalla rete del virtuale e a riconoscere se stessi».

Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il progressivo indebolimento del patto educativo tra scuola e famiglie, sempre più spesso assenti per ragioni lavorative e sociali. «Ci ritroviamo – ha aggiunto – a dover educare e istruire in poche ore, in modo continuativo e totalizzante. È una sfida complessa, che richiede il ritorno delle famiglie al centro del dibattito educativo».

In questo contesto si inserisce anche la posizione favorevole del professore rispetto al divieto di accesso ai social network per gli under 16, già oggetto di iniziative legislative in Paesi come Australia e Francia. Una misura che, secondo Iandiorio, potrebbe favorire il recupero del dialogo familiare e di una dimensione comunitaria oggi spesso sacrificata.

Dal confronto è nato anche il progetto “La parola alle emozioni”, presentato durante il convegno, che attraverso teatro e scrittura punta a intercettare disagi, dinamiche nocive e fragilità nei ragazzi, aiutandoli a ritrovare un rapporto autentico con se stessi e con il gruppo.

All’incontro hanno preso parte esponenti del mondo della scuola, della sanità, delle forze dell’ordine e del sociale. Tra gli interventi quelli di Maurizio Falcone, psichiatra e psicoterapeuta, Vincenzo Aliberti e Marta Festa, impegnati in ambito educativo e teatrale, e Annarita Rumiano, psicologa attiva nel supporto alle donne vittime di violenza. I saluti istituzionali sono stati affidati a Maria Rosaria Siciliano, dirigente scolastico e psicopedagogista, al Questore di Avellino Pasquale Picone e a don Pasquale Iannuzzo, Vicario generale della Diocesi di Avellino. A moderare il dibattito il giornalista Riccardo Cannavale de Il Mattino.

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