Smembramento Piano di Zona A4: i sindaci fanno appello alla Regione

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Altavilla Irpina – Piano Sociale di Zona A4: i sindaci fanno appello alla Regione affinché riveda la delibera avente ad oggetto lo smembramento in tre sub ambiti al fine di non pregiudicare l’erogazione dei Servizi Sociali sul territorio dell’ambito e non penalizzare ulteriormente le comunità locali. Una richiesta partita questa mattina e sottoscritta da tutti i primi cittadini che per lungo tempo “hanno garantito sul territorio a migliaia di utenti servizi sociali mai erogati in precedenza diventando, in questo modo, punto di riferimento per i cittadini”. Una scelta, quella nata tra le aule di Palazzo Santa Lucia, che sembra non trovare riscontro nel merito da attribuire al lavoro finora svolto. Nel corso delle ultime annualità, infatti, il Piano di Zona A4 ha ottenuto tra le più alte premialità assegnate a livello regionale per il buon funzionamento, per l’efficienza della gestione e per la qualità dei servizi erogati. Non solo. Numerosi sono stati i progetti elaborati negli ultimi anni che hanno potuto usufruire di fondi comunitari, nazionali e regionali coinvolgendo diversi soggetti pubblici e privati e cogliendo, in questo modo, altre opportunità di finanziamento per realizzare una rete di servizi in grado di soddisfare i bisogni delle fasce più deboli. Presupposti di non poco conto che sembrano non giustificare la proposta della Giunta Regionale che ha ad oggetto lo smembramento del Piano Sociale di Zona in tre sub ambiti di circa 20mila abitanti ciascuno. Secondo i sindaci coinvolti, infatti, “tali ambiti sarebbero troppo piccoli per garantire l’economicità, l’efficienza e l’efficacia dei servizi sociali. Senza contare il fatto che un eventuale smembramento danneggerebbe gli interessi delle popolazioni residenti già in condizioni svantaggiate a causa di vari fattori quali l’alto tasso di invecchiamento della popolazione; l’alto tasso di disoccupazione giovanile; l’isolamento della maggior parte dei comuni dotato di un mediocre assetto viario”. Infine “l’attuale periodo di ristrettezze finanziarie dovrebbe spingere la Regione ad aggregare e non disaggregare i territori”.

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