ROMA- “Il lavoro agile può favorire il rilancio delle aree interne, permettendo a molti lavoratori di vivere nei propri territori senza rinunciare a opportunità professionali qualificate”. E’ uno dei motivi rappresentati da Matteo Pinchera,referente irpino del Network Giovani del Movimento Cinque Stelle nel suo contributo sullo “smart working” nell’ambito del primo confronto celebrato ieri alla Camera dei Deputati e dedicato al percorso e alle attività avviate dalla Commissione “Sviluppo Sud Giovani”, promossa nell’ambito dell’intergruppo parlamentare impegnato sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno, delle aree fragili e delle isole minori. Presente per l’Irpinia anche Roberto Sullo, presidente di Give Back Aree Interne. Un dialogo sulle prospettive future e sulle iniziative da sviluppare a sostegno dei territori del Sud e delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori è stato il saluto istituzionale dell’avvocato Aniello Iervolino, coordinatore della Commissione “Sviluppo Sud Giovani”. All’iniziativa hanno preso parte anche gli Onorevoli Alessandro Caramiello, Stefano Graziano e Carmela Auriemma, presenti ai lavori della Commissione e al confronto istituzionale sui temi legati allo sviluppo del Sud. Nel corso dell’incontro sono state inoltre presentate alcune prime linee di proposta su cui la Commissione sta lavorando, con l’obiettivo di trasformarle in iniziative legislative a sostegno dei giovani e dei territori del Mezzogiorno. Tra queste figurano proposte relative alla scontistica sulla mobilità pubblica, alla promozione dello smart working nel Sud Italia e al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata da parte delle Università, come strumenti di crescita, innovazione e valorizzazione del territorio.
PINCHERA: SMART WORKING RIDUCE ANCHE IL DIVARIO DI GENERE
Un obiettivo chiaro e’ quello rappresentato da Matteo Pinchera alla riunione della Commissione: ” trasformare lo smart working da opportunità discrezionale a diritto strutturato, seppur condizionato.
Introduciamo il principio di “remotizzabilità prevalente”: laddove una mansione non
richieda una presenza fisicaindispensabile e possa essere svolta attraverso strumenti
digitali, il lavoratore deve poter accedere al lavoro agile, salvo comprovate esigenze
organizzative”. Con due importanti caratteristiche. La prima relativa alle categorie, ovvero, quelle per cui si dovrebbe prevedere: “un diritto rafforzato per quelle categorie che più possono beneficiare del lavoro agile: genitori con figli minori, caregiver, lavoratori con patologie, donne in gravidanza e cittadini residenti in aree interne o svantaggiate”. La seconda gli incentivi: Accanto ai diritti, prevediamo anche strumenti di incentivo per le imprese: agevolazioni fiscali, riduzioni contributive e premialità per le aziende che adottano modelli organizzativi innovativi e favoriscono il riequilibrio territoriale. In questo quadro si inserisce anche una misura complementare, che intendiamo sviluppare parallelamente, il cosiddetto “contratto giovani sud”, pensato per sostenere l’occupazione qualificata e valorizzare il lavoro agile come leva di sviluppo per i territori”. Un valore economico ma è soprattutto sul piano sociale che questa riforma esprime il suo potenziale più significativo: “Il lavoro agile – ha spiegato Pinchera- consente una maggiore presenza nella vita familiare, riduce lo stress legato agli spostamenti e sostieneconcretamente la genitorialità. In particolare, può rappresentare uno strumento importante per contrastare l’abbandono del lavoro da parte delle madri e contribuire alla riduzione del divario di genere.In un Paese segnato da una grave crisi demografica, il lavoro agile può rendere la scelta di avere figli meno penalizzante, meno conflittuale, più sostenibile”.
Smart Working, Pinchera (M5S): può favorire il rilancio delle aree interne
