Nella tarda serata di ieri a Paternopoli si è conclusa un’importante operazione dei Carabinieri della Compagnia di Montella che ha permesso di assicurare alla giustizia un pericoloso latitante affiliato agli Scissionisti. L’operazione rientra in una più vasta, complessa e costante attività info-investigativa che ha visto impegnati i militari nell’acquisizione di notizie operative e servizi di osservazione, controllo e pedinamento già dallo scorso mese di maggio.
Il latitante che è stato catturato è Vincenzo Spera, pluripregiudicato con precedenti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi ed associazione mafiosa che prima di rifugiarsi in Irpinia, operava nel quartiere di Secondigliano ed è ritenuto uno dei rappresentanti di spicco degli Scissionisti.
Nei suoi confronti era stata emessa già nel mese di maggio dal Tribunale di Napoli una ordinanza di custodia cautelare in carcere, provvedimento restrittivo che coinvolge oltre cento affiliati a clan camorristici operanti nella zone di Secondigliano, Melito, Mugnano e Casavatore che si contrapponevano per il controllo del territorio nonché per la gestione del mercato internazionale delle sostanze stupefacenti, per cui Spera si era reso latitante da oltre tre mesi.
Le indagini relative all’ordinanza erano scaturite nel 2005 proprio nell’ambito della sanguinosa faida all’interno del clan Di Lauro e sono proseguite, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sino al marzo 2009 con l’emissione di un provvedimento restrittivo nei confronti delle 100 persone, tra cui il 30enne sfuggito alla cattura del primo blitz dello scorso maggio.
Dopo tre mesi di latitanza Spera era giunto nella Valle del Calore, località ritenuta più che sicura dallo stesso latitante sia per sfuggire all’arresto che per non incorrere in ritorsioni o vendette da parte della “vecchia guardia” del clan Di Lauro. Qui, tuttavia, non è passato inosservato ai Carabinieri della locale stazione che hanno iniziato a raccogliere ogni informazione utile e tenere sotto controllo i movimenti del pregiudicato e della sua famiglia.
L’operazione, infatti, si è brillantemente conclusa dopo che alcuni spunti infoinvestigativi ne avevano confermato la presenza in Irpinia. Già da tempo, infatti, i Carabinieri del Comando provinciale di Avellino erano sulle tracce del pregiudicato che aveva individuato la verde provincia come nascondiglio sicuro ed insospettabile per la sua latitanza, tant’è che aveva scelto come dimora un’abitazione di un villaggio vacanze del Comune di S. Mango.
L’area geografica dell’Irpinia, infatti, è da sempre meta scelta come rifugio dei più pericolosi latitanti ed in particolare degli affiliati ai clan camorristici del napoletano che tentano di sfuggire alle Forze di Polizia, nascondendosi tra le montagne ed i Comuni più isolati dell’Avellinese. Il latitante è stato rintracciato e sorpreso all’interno di un’abitazione presa in fitto mentre cenava tranquillamente con sua moglie e i suoi figli. All’atto del controllo da parte dei militari, inoltre, nel tentativo di ingannare i Carabinieri e sfuggire nuovamente alla cattura, l’uomo ha cercato di dare false generalità, presentando un documento fittizio sul quale era stata apposta con grande maestria la sua fotografia. Dopo qualche reticenza, tuttavia, accompagnato negli uffici del Comando Compagnia di Montella, e resosi conto che l’espediente non aveva tratto in inganno i Carabinieri che erano in possesso di una corposa documentazione a suo carico, Spera ha ammesso le sue vere generalità riferendo tra l’altro di essere a conoscenza dell’ordinanza emessa nei suoi confronti.
I Carabinieri della Compagnia di Montella, dopo le formalità di rito, hanno provveduto a tradurre l’uomo presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino, a disposizione dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
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