
“Talento” è forse la parola più abusata nel mondo del basket professionistico. Di giocatori del genere, che poi in carriera non hanno mai fatto granchè, il campionato italiano ne è sempre stato affollato. Ma se c’è un cestista che di talento ne ha da vendere quello è Tamar Slay. Il dono di Madre Natura in questo caso si sposa con un fisico perfetto e, soprattutto, con la testa giusta, ricca di motivazioni e voglia di fare bene. “E’ proprio per questo che ho scelto Avellino – ha detto Slay – è la piazza ideale per le mie prospettive e per far crescere il mio gioco. Da avversario il calore del pubblico mi ha colpito, così quando è stato il momento di scegliere io e la mia compagna non abbiamo avuto dubbi, dirottando su Avellino malgrado gli interessi di altri club blasonati come Roma”. A contribuire alla scelta è stata anche la serietà del progetto proposto al giocatore che ha avuto le sue conferme nel mercato con l’arrivo di un play del calibro di Dickau. E Slay, in quanto a playmaker, è sempre stato abituato bene: da Pozzecco a Dickau, insomma, il passo è breve. “Gianmarco è una leggenda qui in Italia – ha spiegato Tamar – un regista formidabile che ha giocato ad alti livelli anche con la nazionale e in Europa. Inoltre, è una persona divertentissima che è sempre un piacere avere affianco, sia in campo che fuori. Per quel che riguarda Dickau, invece, posso dire di conoscerlo abbastanza perché ci ho giocato contro quando ero al College (Marshall University, ateneo che ha sempre portato fortuna alle squadre italiane che pescano da lì, basti pensare che è lo stesso di Mike D’Antoni) e posso affermare con certezza che si tratta di un cestista eccezionale. Sa far correre la squadra, sa tirare, sa passare benissimo la palla: non gli manca proprio niente”. Dunque l’Eurolega, almeno secondo Slay, non sarà solo una passeggiata tra le stelle, ma una competizione nella quale Avellino proverà a dire la sua: “Anche se è davvero dura. Si gioca ogni tre giorni tra campionato e coppa e si affrontano le migliori squadre del continente. Qui c’è qualche veterano ma molti di noi sono esordienti in questa manifestazione, dalla nostra abbiamo la voglia di metterci subito in mostra”. Due i dubbi principati legati all’arrivo di Slay in Irpinia: la condizione fisica e il ruolo. E’ proprio il giocatore a liberare il campo da ogni equivoco. “Fisicamente sono al 100%. Mi sento benissimo e anche alla Summer League l’ho dimostrato. Per quel che riguarda la posizione in campo, invece, posso giocare senza problemi sia internamente che fuori, e in difesa posso dare una mano contro tutto il reparto esterni e anche contro qualche numero ‘4’ ”. Tornando comunque al discorso del “talento”, oggettivamente Slay riesce ad esprimere tutto il suo enorme potenziale partendo con i piedi fuori dall’area, dove riesce ad essere più pericoloso vista la molteplicità di scelte di cui e capace ed è da lì inoltre che riesce a mostrare tutta la potenza e l’armonia dei suoi movimenti. Da quattro è un’opzione interessantissima, ma non certo il suo ruolo naturale. “No matter”, non importa dice Tamar, che spera di lanciarsi ora verso una luminosa carriera in Europa. “Ho avuto molte possibilità di giocare in Nba (anche quest’anno Golden State gli aveva offerto un contratto, non garantito, al quale lui ha preferito l’offerta di Avellino, ndr) ma ora sinceramente spero di stabilirmi definitivamente in Europa e avere una carriera brillante e ricca di successi”. Magari, partendo proprio da Avellino.
(di Giuseppe Matarazzo)