mario Guerriero, esponente del Prc irpino, si esprime sull’attuale sistema elettorlae. “Ho letto spesso in questi giorni le trionfali dichiarazioni del comitato pro referendum contro l’attuale legge elettorale sulle tante iniziative e firme raccolte nella nostra provincia. Ma sono altrettante le cose che non convincono di questo referendum e che il comitato promotore nasconde alle persone, a partire punto di vista tecnico-giuridico. Lo strumento utilizzato presenta limiti evidenti dal punto di vista del rispetto della giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia di referendum, giacché presuppone che la soppressione dell’attuale legge elettorale implichi l’automatico ripristino di quella precedente, incorrendo così nel rischio concreto che i quesiti referendari non siano accolti. Così si rischia di fare un lavoro inutile di raccolta firme, valutazione e messa in moto della macchina amministrativa per la concretizzazione del referendum. Ma è evidente che il problema vero è quello politico che si nasconde dietro questi incognite tecniche e giuridiche. Quello che il comitato promotore non dice è che con la scusa di voler abolire questa legge elettorale, orrenda e da tutti contestata, si vuole ripristinare il vecchio maggioritario o più comunemente conosciuto come “Mattarellum” che è un sistema elettorale fortemente regressivo anche rispetto all’attuale in vigore che ci ha condotti dritti dirtti alla formazione di un parlamento di nominati, servi delle segreterie di partito che li hanno posti su quei scranni e ad una maggioranza politica che non corrisponde numericamente alla maggioranza presente nel Paese visto che la composizione parlamentare è fortemente condizionata dal premio di maggioranza che assegna il 55% dei seggi alla coalizione che racimola anche solo un voto in più rispetto all’altra. Il Mattarellum peggiora ulteriormente questi obbrobri della democrazia non consentendo ancora una volta la scelta del parlamentare all’elettore. Non è vero che con il Mattarellum si potranno scegliere i candidati, perché lista bloccata o collegi uninominali quelli sono. Per cui gli elettori di centrosinistra saranno ancora una volta costretti ad eleggere la solita casta di nominati per cercare d’impedire la vittoria di Berlusconi; e per le ragioni opposte lo stesso faranno gli elettori di centrodestra. Lo stesso vale per la ripartizione dei seggi parlamentari: il Mattarellum, come il Porcellum, regala la maggioranza parlamentare a chi la maggioranza non ce l’ha realmente nel Paese continuando così a favorire la composizione di governi non vincolati e per questo liberi di compiere ingiustizie e macellerie sociali. C’è da dire anche che in realtà la prima iniziativa referendaria contro l’attuale legge elettorale era partita dall’eminentissimo professore Passigli che aveva formulato dei quesiti referendari in modo da superare l’attuale sistema in chiave proporzionale in modo da garantire rappresentanza e libertà di scelta per l’elettore. Chissà perché Vendola e Di Pietro con i proprio rispettivi gruppi (o partiti a seconda del peso politico che si vuole dare a questo termine) da sempre sostenitori in parlamento e fuori del sistema proporzionale oggi hanno cambiato rapidamente rotta seguendo sul tavolo delle compatibilità di palazzo il referendum maggioritario voluto dallo schieramento veltroniano del PD?! È chiaro quindi che la proposta avanzata con il referendum pro maggioritario di PD, SEL e IdV non è per niente alternativa al porcellum è semplicemente funzionale al disegno politico di alcune forze che sperano dalla sua introduzione di trarne vantaggi. Ciò vale per i settori del Pd che con più convinzione assumono il modello bipolare e il superamento del sistema tradizionale dei partiti, ma soprattutto per SEL che spera in tal modo di acquisire definitivamente le primarie di coalizione, essenziali per giovarsi del ruolo trainante del suo leader e dar respiro ad un progetto che ha dimostrato fino ad ora all’atto pratico di valere molto meno delle cifre che i sondaggi le hanno accreditato. Operazione che dimostra una notevole disinvoltura sul piano politico, considerando il fatto che questa formazione politica ha sempre rivendicato (almeno a parole) la propria fedeltà al proporzionale. Anche l’IDV fino a ieri ferma sostenitrice del referendum Passigli oggi cambia posizione e si schiera con i poteri forti per autoconservare quella nicchia di potere nel parlamento che con l’oltranzismo giudiziario è riuscita a costruirsi. Ad ogni confronto con il proporzionale tale formazione politica sparisce (ad eccezione di Napoli basta vedere gli ultimi dati elettorali) e quindi solo il Mattarellum e un ferreo accordo con la parte veltroniana del PD (che li ha salvati portandoli in parlamento e fatti crescere abdicando al ruolo di grande partito dell’opposizione per oltre tre anni) li può salvare. Il proporzionale offre libertà di scelta ai cittadini e quindi un forte condizionamento del parlamento e delle istituzioni alla volontà popolare che visibilmente fa tanto paura alla casta del centrosinistra quanto alle destre. Così però non si potrà mai mettere in campo una seria discussione sulla costruzione dell’alternativa a Berlusconi e al berlusconismo ne nella società e tantomeno nelle istituzioni. Ritengo che la battaglia per il proporzionale deve andare avanti costruendo un ampio fronte attorno ai quesiti del professor Passigli e contestualmente avviare una operazione di verità capace di smascherare la truffa del referendum elettorale di questi giorni. Invito le persone a non firmare tali quesiti e magari fermandosi a qualche banchetto a chiedere spiegazioni agli esponenti politici che si trovano di fronte su tale questione. Forse troveranno spesso un giradischi rotto che ripete la stessa canzoncina sulla casta da abbattere. Peccato che in quella casta ci sono anche, anzi, soprattutto loro”.
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