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Al contrario, la proposta avanzata dal vicepresidente De Mita, partendo dalla individuazione dell’Area Metropolitana di Napoli, ha il merito di ipotizzare una soluzione anche per la Provincia di Benevento, senza dover incorrere in bizantinismi amministrativi o in ipotesi estrose come pure ne sono state ventilate in questo periodo. Altro che assessore di Avellino o assessore di Cimitile…
“. “D’altronde, a dirla tutta, il provvedimento emanato dal Consiglio dei Ministri non cancella la Provincia di Avellino che, invece, presenta tutti i requisiti, di estensione territoriale e demografici, perché possa rimanere in vita. E non c’è alcuna indicazione normativa perché la cancellazione della Provincia di Benevento dia il via libera sic et simpliciter all’annessione con la Provincia di Avellino. Altra questione, poi, il comma relativo alla individuazione del capoluogo. Si tratta di un comma che va interpretato e rispetto al quale le interpretazioni possono essere numerose e di segno diverso. Di fronte ad una Provincia confermata e ad una, invece, cancellata, sarebbe quantomeno bizzarro immaginare che l’ente superstite debba cedere il capoluogo. Diversa sarebbe la questione se ci trovassimo di fronte a due Province entrambe cancellate e quindi da unificare. Questa serie di valutazioni mi porta a dire come sia poco costruttivo introdurre in questa fase elementi di tensione territoriale. Giusto sarebbe, al contrario, fare di questa partita una vicenda di rilievo regionale, lavorando perché si evitino divaricazioni territoriali e perché non si agiti il vessillo delle aree interne con l’obiettivo nascosto, ma nemmeno tanto, di marginalizzarle ulteriormente. Sono certo che la giunta regionale saprà farsi carico di questa indicazione, individuando una proposta che vada al di là di quanto deciso dal Cal. L’apporto fin qui dato dal vicepresidente De Mita è un contributo prezioso posto a tutela dell’intero equilibrio territoriale regionale. A conferma che in giunta regionale non siede un assessore di Avellino e, mi auguro, nemmeno uno di Cimitile…”, conclude Sirignano.