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Sinistra – Aurisicchio: “Ha pesato il richiamo del Pd”

Sinistra – “Dalle elezioni politiche viene fuori una vera e propria cancellazione della sinistra nel nostro paese”. L’Arcobaleno infatti resta fuori sia al Senato che alla Camera e con un consenso ridotto al 3%. Dati che rammaricano non poco il parlamentare irpino Raffaele Aurisicchio.
“Già in campagna elettorale erano affiorati consistenti segnali di difficoltà con un percorso tutto salita per la morsa del voto tendenzialmente a favore dei due maggiori partiti. Nessuno poteva però immaginare che la difficoltà si trasformasse in un vento impetuoso e inarrestabile che ha spazzato via ogni possibilità di tenuta.
Ha certamente pesato il richiamo del voto utile a favore del PD.
Il ricatto di Veltroni però è riuscito solo a desertificare l’area della sinistra perché non solo non è stata evitata la vittoria della destra ma alla fine non è stato accorciato nemmeno il distacco. Altro che rimonta! Il divario tra Veltroni e Berlusconi è quello più ampio da quando vige il sistema bipolare.
Tuttavia sarebbe assolutamente sbagliato scaricare tutto il peso della disfatta della sinistra sulle dinamiche del voto utile, dei processi di americanizzazione della politica e sulle responsabilità di Veltroni che ci sono e sono molto gravi.
Il risultato che si è prodotto richiama responsabilità nostre, della sinistra. Col voto si è espresso un giudizio su come la sinistra si è comportata in questi anni e sulla proposta politica che è stata messa frettolosamente in campo in queste elezioni. Anzitutto il modo in cui è stata nella maggioranza e nel governo: la sinistra non è riuscita in alcun modo a condizionarne l’agenda e ad incidere sui provvedimenti senza però riuscire a scrollarsi di dosso l’immagine, costruita ad arte, di essere forza capace solo di ostacolare e di dire dei no. Ne è scaturita una delusione diffusa nell’elettorato e nei ceti sociali di riferimento col risultato che sono scattate due penalizzazioni: una di tipo unitario verso il PD e una di abbandono verso l’astensione. Infine la lista unitaria non è stata percepita come l’avvio del processo di costruzione della nuova e moderna sinistra sicché sono stati deboli l’entusiasmo e la partecipazione dal basso. E’ prevalsa l’idea del cartello elettorale costruito per superare gli sbarramenti imposti dalla legge col risultato alla fine che neanche questo obiettivo è stato centrato. Troppe riserve e tanti particolarismi hanno appannato i colori dell’Arcobaleno e lo hanno fatto apparire come una proposta vecchia, senza respiro sociale e politico.
Il dato elettorale è di fatto omogeneo in tutto il territorio nazionale e si mostra con le stesse caratteristiche anche nella nostra provincia, dove comunque si registra un consenso leggermente migliore che nel resto della Campania.
Le domande che adesso bisogna porsi e le risposte che bisogna trovare non possono essere di carattere territoriale. Col voto di domenica e lunedì si è evidenziata una grande questione nazionale che riguarda la qualità della rappresentanza democratica. La mancata presenza della sinistra in Parlamento non fa certamente bene al nostro paese e adesso in tanti non mancano di sottolineare questo problema e si incaricano di proporre rimedi.
Alla Sinistra però nessuno regalerà niente, dovrà trovare da se il modo per risalire la china e per tornare ad essere utile. La strada perciò non può in alcun modo essere quella della smobilitazione e dell’abbandono”.

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