Sindacati su Pdz A4: “Comportamento becero dei sindaci”

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“Con un campanilismo becero e fuori luogo i Sindaci aderenti al Piano di Zona A4 stanno pregiudicando ulteriormente l’erogazione dei servizi ai cittadini più deboli”. E’ l’incipit della nota a firma dei rappresentanti sindacali per la Cgil : Adele Franca Giro per la Cisl: Tonia de Giuseppe per la Uil: Vincenza Preziosi per la Ugl: Massimo Giannatiempo. “Al di là delle responsabilità politiche e del comportamento poco nobile dimostrato fino ad oggi dal Sindaci dei Comuni interessati, ancora non è stata condivisa la programmazione sociale da presentare agli uffici regionali che consente di ottenere fondi da destinare ai servizi per i cittadini più bisognosi. Se si tiene conto del fatto che il rischio di perdere i finanziamenti stanziati e già disponibili a sostegno delle fasce deboli, in particolare dell’ infanzia e degli anziani, è altissimo. I tempi dettati dalla Regione Campania, che tengono conto della legge regionale 11, all’ art. 47, sono tassativi e, quindi, entro l’ 8 ottobre 2013, termine ultimo per presentare i Piani d’ intervento, segnerà l’avvio immediato di una procedura d’ urgenza (con una Giunta Regionale già fissata per il giorno 9 ottobre 2013, che darà avvio al Commissariamento degli Ambiti). Tanto per inciso, i singoli comuni dell’ ambito saranno soggetti a Commissariamento. I Commissari, individuati tra funzionari della Regione Campania, avranno a partire dal 10 ottobre 2013, 30 giorni per operare e presentare i nuovi piani. Quindi, alla data del 10 novembre 2013, la Regione Campania impiegherà ulteriori 30 giorni per valutare i Piani inviati e saremo giunti al 10 dicembre 2013. Si ricorda che la data di scadenza per la programmazione dei PAC- PIANI DI AZIONE E COESIONE, fondi rivolti esclusivamente ai Servizi di Cura alla prima infanzia e agli Anziani non autosufficienti, è fissata per il 14 dicembre 2013. Quanto premesso implica che tutti gli ambiti soggetti a commissariamento tempisticamente NON riusciranno neanche ad attingere al Fondo Europeo, stanziato e disponibile, di 96.398.200,00 milioni di euro. Un vero spreco per la popolazione irpina già afflitta da molteplici problematiche, deprivata anche di “un sospiro di sollievo per il sociale” offertoci dall’ Unione europea e riservato solo a regioni deprivate come la nostra, a causa di una politica di parte incapace di comunicare. A tutto questo si aggiunge anche che ancora una volta prevale la mancanza assoluta di sensibilità e di rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali nel nostro territorio. Quattro le considerazioni che siamo obbligati a fare: la prima è che i decisori politici, con le loro inopportune scelte, stanno distruggendo ciò che fino ad oggi si è costruito e bloccando ed eliminando ogni possibilità di ulteriore crescita in termini di miglioramento professionale ed erogazione di servizi; la seconda è che si rischia di sostituire le professionalità esistenti con altre esterne; la terza è che i Comuni, avendo una costante necessità di liquidità, per affrontare le ormai croniche carenze di cassa, vorrebbero bloccare tutti i servizi dei piani sociali di zona, eliminando ogni possibilità ai cittadini dei loro territori; l’ultima considerazione è che il tutto, stanno concorrendo a determinare lo sfascio di quanto di buono c’è stato fino ad oggi”.

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