
Avellino – Mai nella storia del settore trasporti irpino si è registrata una così forte mancanza di commesse. A denunciarlo è Rocco Cirino segretario provinciale della Fai – Associazione provinciale di Avellino. “Se nell’immediato non si porranno in essere idonee contromisure, per la prima volta il personale del mondo dei trasoprti dovrà per oltre il 50% percorrere la strada della cassaintegrazione che considerata la struttura medio piccola delle nostre imprese dovrà essere di natura speciale” – così Cirino commenta lo stato attuale in cui versa il settore e continua – “La riduzione delle commesse che il nostro tessuto industriale sta subendo, vede in alcuni casi favorite le imprese che non hanno una territorialità irpina a discapito del vettore locale; l’auto trasporto irpino chiede equità di trattamento nelle assegnazioni dei traffici in tutte le aree industriali della provincia: un carico per il trasportatore irpino, uno per i non residenti”. La Fai-Conftrasporto e la Fita/Cna in data 23 gennaio hanno chiesto al Prefetto e alle forze sociali Fit/Cisl, Filt/Cgil, Uil/trasporti e a Confindustria, l’apertura con urgenza di un tavolo permanente al fine di analizzare lo stato di crisi dell’autotrasporto e trovare le giuste sinergie per affrontare la questione e per dare risposte immediate al settore. Contemporaneamente la Fai, che sta analizzando anche il fenomeno della crescente restrizione dell’accesso al credito per l’auto trasporto, sta portando avanti incontri bilaterali con i rappresentanti degli istituti di credito e dei confidi con l’obbiettivo di trovare delle linee di credito adeguate allo stato del settore che nel breve e medio termine consentirà alle imprese di superare la stagnazione delle commesse.
”Il tavolo permanente, – conclude Cirino – le eventuali aperture del mondo creditizio, potranno fare ben poco se non si appronta un piano di sviluppo strategico, che metta al centro della sua azione un settore nevralgico per la movimentazione economica di questa provincia; il continuare ad escludere i rappresentanti dell’autotrasporto e quindi l’autotrasporto dalle sedi di riflessione e concertazione, comporterà una cattiva programmazione infrastrutturale”.