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Simeone (Uil): “Stazione Hirpinia, Regione si faccia sentire”

  È difficile esprimere soddisfazione per  un emendamento, che la maggioranza di governo ha fatto proprio, per recuperare ad una sua stessa iniziativa “forzata”. Così in una nota Luigi Simeone Segretario Generale della UIL Avellino Benevento. Appare evidente che utile è stata la denuncia fatta dalle forze  sociali, anzi dal sindacato e dalla UIL in particolare che da subito aveva ed ancora ha la preoccupazione per i risvolti e la compatibilità del commissariamento dell’opera relativa all’Alta Capacità NA/BA.   Oggi siamo di nuovo all’annuncio miracolistico, chi ha porvato a confondere le acque farebbe bene a chiedere scusa, se e quando riuscirà a recuperare la furbata. Magari dopo aver visto cambiato il testo dello Sblocca Italia, ed anche regolando veramente le funzioni del commissario, che diversamente potrebbe esporre l’opera al rischio di procedure che metterebbero in discussione o quantomeno rallenterebbero la realizzazione dell’opera così esposta a ingerenze e ricorsi, che già in altre parti del Paese hanno fatto i drammi che si stanno vivendo in queste ore. L’azione territoriale delle forze sociali e dei parlamentari, con le diverse sensibilità e responsabilità, ha prodotto un dietrofront, ma ci chiediamo se e quando sarà consolidato basterà. Le perplessità della Uil circa la funzione straordinaria affidata a FSI sono ancora tali, anche perchè appare evidente che l’iniziativa territoriale non era e non poteva essere finalizzata al recupero della stazione Hirpinia, quanto alla realizzazione dell’intera opera nel rispetto delle decisioni delle comunità locali fatte proprie dalla Regione, che pure qualche “furbata” l’aveva tentata. Per evitare ulteriori e fuorvianti “deviazioni di percorso” – conclude Simeone – sarebbe utile prima che doveroso che la stessa Regione dacesse valere le sue prerogative in materia di infrastrutture e territorio, senza far finta di nulla e provando per una volta a recuperare tempo e soldi già abbondantemente pers per la incapacità di programmazione e di spesa dei fondi comunitari, che proprio per questa opera sono stati oggetto di imbarazzanti stop and go.

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