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“Il processo di rilancio – afferma Silvestri – non può e non deve passare attraverso la promozione e l’organizzazione di occasionali momenti di festa e aggregazione, come la notte bianca, che pur risultano utili ma non risolutivi per le problematiche che in questo periodo vive tutta l’area del centro storico; al contrario, occorre lavorare a livello strutturale, con un approccio ulteriore, che coinvolga tutte le componenti e le caratteristiche di cui il centro storico è portatore”.
L’obiettivo è promuovere un ruolo centrale per tutta l’area che, dopo il terremoto del 1980, ha visto un lento e inesorabile declino, riportando il centro storico al suo compito di protagonista attivo della vita cittadina, non solo sul piano economico ma anche sul fronte della cultura e dell’impegno sociale. “È necessario pertanto coinvolgere attivamente tutta la società in un percorso di confronto, ascolto e partecipazione – continua l’esponente del Pdl – il metodo da seguire è appunto quello del ‘confronto partecipato’. In questo momento storico esiste un forte desiderio di partecipazione da parte della cittadinanza irpina, che vuole essere protagonista attiva e condividere le scelte che la riguardano. Da qui la mia proposta di prevedere incontri con tutte le espressioni del territorio: commercianti, parrocchie, associazioni e organizzazioni sindacali”.
Per Silvestri è questo l’unico modo per realizzare un piano definitivo di rilancio: “Per far sì che il lavoro preliminare di studio non vada ad incidere sulle casse comunali, si potrebbe individuare una sponsorizzazione da parte di aziende insistenti sul centro storico – spiega – è necessario inoltre individuare sin da subito, tra le aree d’interesse, le zone d’intervento ed affidare ad un ‘laboratorio di progettazione partecipata’ la redazione del piano di rilancio”.
“Non è più possibile pensare di lasciare la zona abbandonata a se stessa, per questo – conclude Silvestri – occorre raccogliere tutte le forze del territorio attorno ad un progetto concreto. Di questo ‘laboratorio di progettazione partecipata’ dovranno far parte, oltre al commissario prefettizio, i rappresentanti della società civile, dei commercianti, delle associazioni di categoria, dei patronati, delle parrocchie e dei cittadini comuni”.