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“Il riferimento, in particolare – osserva Vecchia – è ai sistemi sorgentizi di Caposele, Cassano Irpino, Serino, Conza della Campania ed altri, che alimentano Ato extra regionali come l’Acquedotto pugliese. A tal riguardo, considerato che il decreto legislativo 152 del 2006 prevede espressamente l’Accordo di programma, l’emendamento prevede un tavolo istituzionale composto dalla Regione Campania, la Regione beneficiaria della risorsa idrica e i comuni a cui afferiscono le sorgenti che alimentano i sistemi extra regionali”.
“L’emendamento predisposto dal sindaco Vecchia – afferma Sergio Nappi – contiene in sé una rivendicazione che viene dai territori che merita di essere recepita dal Consiglio regionale. I comuni irpini devono essere adeguatamente ristorati in ragione delle acque che vengono destinate ad alimentare i sistemi di altre regioni, nel nostro caso la Puglia. L’acqua è certamente la maggiore ricchezza del territorio ed il principale serbatoio idrico naturale del mezzogiorno; una ricchezza che deve essere adeguatamente valorizzata”.
“Con la presentazione di questo emendamento – sottolinea poi il consigliere regionale – si afferma una proficua sinergia tra amministratori locali e Consiglio regionale che può consentire alla Campania di dotarsi di strumenti normativi in linea con le esigenze e le peculiarità del territorio. Faremo di tutto – chiude Nappi – affinché gli emendamenti da noi proposti siano tutti accolti, rendendo l’Irpinia protagonista nella gestione delle sue acque, e affinché ottenga il giusto riconoscimento per le risorse idriche distribuite alle regioni confinanti”.