![]()
“Chi guarda un quadro di Felice Storti, (queste le parole del prof. Michele Ciliberto), comprende subito quanto abbia inciso su di lui la figura e l’opera di Giordano Bruno: in alcuni dei suoi quadri più belli appare con forza l’immagine del Nolano torturato eppure capace di testimoniare, anche nel momento della morte, la dignità e la forza della filosofia. Egli è capace di accostare una pluralità di colori che danno il senso al tempo stesso della vita e della morte, capace a sua volta di trasfigurarsi in una nuova testimonianza di forza e di energia destinata ad attraversare i tempi. Ma Storti alla sua opera di pittore ha affiancato costantemente una attività di saggista, come si vede dal suo lavoro su “Le ruote della memoria” e su “Le carte della memoria”, entrambi scritti in un serrato confronto con il “De umbris idearum bruniano”. Ma altrettanto intenso è il lavoro su Il pensiero ribelle, in questo modo riesce a recuperare uno dei tratti più importanti della cultura del Rinascimento – il rapporto tra testo e immagine – come appare nelle tavole dedicate alle immagini astrologiche riconcepite in modo assai originale. Si tratta dunque di una sorta di pittore-filosofo che incarna nel modo migliore l’eredità dell’immaginazione bruniana”.
“L’espressione artistica di Felice Storti prescinde dalla semplice pittura per addentrarsi nei meandri della filosofia. Egli con passione e bravura rappresenta pensieri con i colori e teorie, con i segni riuscendo ad infondere l’assoluto nel fruitore.”
E’ stato citato da diversi critici tra i quali: M. Cambi, P. Saggese, L. Simonetti, F. Guerriero, M. Verderosa, A. Russoniello. Fonda A Castelfranci l’Associazione Nazionale “Libero Pensiero” di cui ne è Presidente, ed in seguito fonda, con altri artisti, il “Gruppo Artisti Libero Pensiero Alta Irpinia” che hanno voluto ricordare il libero pensatore Fabrizio De Andrè con una mostra itinerante tenuta a Senerchia, Cairano, Torella dei Lombardi, Nusco, Bagnoli Irpino, Teora ed in permanenza al Punto Einaudi di Avellino.