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“Entrambe le società – si legge nella nota ufficiale della Siemens – hanno pianificato un programma di sviluppo per Italdata che prevede il rilancio delle attività legate al mondo dell’e-learning, delle soluzioni per la logistica e per la mobilità e dei servizi erogati in modalità Software as a Service”.
Nel corso degli ultimi tempi il comparto ICT irpino ha subito drastici ridimensionamenti. Quando la Italdata decise, circa 6 anni fa, di scorporare i comparti software e hardware, cedendo quest’ultimo settore prima alla Flextronics e poi al Gruppo Pugliese (El.Ital.), per i lavoratori del settore, originariamente oltre 400 unità, questo passaggio è coinciso solo con il taglio dei posti di lavoro e con una conseguente ‘abbuffata’ di cassa integrazione.
Questa nuova cessione del ramo d’azienda potrebbe inasprire la già tesa situazione. “L’allarme è doppio – spiega Giuseppe Zaolino della Fim Cisl – e avrà riflessi negativi sui circa 50 dipendenti che sono ancora in forza presso gli uffici di Collina Liguorini e su quelli che sono stati costretti ad andare via. Per tutti si aprirà una nuova fase di cassa integrazione. Dalla nuova società di Milano (Redfin spa) hanno già fatto sapere che più del 10 per cento dei lavoratori irpini sarà interessato da un nuovo ciclo di cassa integrazione. L’obiettivo è, purtroppo, facilmente intuibile: vogliono ridurre l’occupazione. A questo punto è lecito immaginare scenari più drammatici”. “Sulla vicenda – aggiunge – abbiamo già chiesto un incontro ufficiale all’Unione Industriali di Avellino. Non vorremmo ritrovarci come nella bufera Eutelia, cioè terziarizzati e ridotti nel giro di pochi anni all’osso”.
Quello della tecnologia dell’informazione e della comunicazione è, senza dubbio, uno dei settori più in crisi. “Oggigiorno – analizza Zaolino – la maggior parte dei computer si produce in Asia: in Europa è rimasto ben poco e purtroppo noi ereditiamo questa allarmante situazione. Il settore dell’ICT è fortemente in crisi: in Italia sono stati persi oltre 20mila posti di lavoro. In Irpinia, invece, si è passati dai circa 400 dipendenti di qualche anno fa, agli attuali 200, divisi tra le situazioni emergenziali della El.Ital. di Pugliese e della Italdata di Collina Liguorini. In quest’ultimo caso, contiamo circa 40 unità attive ed impegnate su una commessa che tra un anno e mezzo cesserà. Ma poi?”. Il futuro, dunque, nonostante gli ultimi sviluppi societari, resta avvolto nell’incertezza.