Sicurezza privata, esplode la vertenza in Irpinia: lavoratori esposti ogni giorno a rischi

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AVELLINO- Centinaia di ore di ferie richieste e non godute, turni “massacranti” anche di dodici ore, mezzi su cui viaggia il personale, spesso oggetto di veri e propri assalti armati, non del tutto a norma. Un accordo di secondo livello sottoscritto da più di un anno ma non onorato dall’azienda. Esplode la vertenza Cosmopol e quella del comparto della “sicurezza privata” in Irpinia. Una denuncia forte, quella che questa mattina hanno portato all’attenzione del prefetto Rossana Riflesso i vertici di Cgil e Filcams Cgil, sostenuti da un presidio dei lavoratori, chiedendo anche un tavolo di confronto con la proprietà e invocando “sicurezza” per i lavoratori del comparto.
DE MAIO: VOGLIAMO PIU’ TUTELE, BASTA PROMESSE NON RISPETTATE
“La priorita’ è la sicurezza, la base di tutto. Vogliamo maggiori tutele. Vogliamo maggiori tutele, sia giuridiche che lavorative, che non devono restare solo sulla carta ma devono essere messe in campo”. Lo dice chiaramente Daniele De Maio, rappresentante sindacale alla Cosmopol, che questa mattina insieme ai colleghi ha deciso di portare davanti alla sede della Prefettura le ragioni della protesta per il mancato adempimento agli accordi sottoscritto dalla proprietà. “Il nostro percorso sta diventando molto arduo- ha spiegato De Maio- lo dico a malincuore ma le istituzioni in questo momento non ci stanno affiancando. Siamo qui questa mattina proprio perché vogliamo parlare con il prefetto, per le nostre denunce e i nostri diritti. Un contratto che non viene rinnovato oramai da tempo con un contentino di una tantum, la sicurezza che e’ degradante, quasi ridicola oserei dire. I lavoratori sono esposti quotidianamente a dei rischi altissimi, come vediamo pure a livello nazionale. Ci sono gli assalti ai portavalori, non c’e’ formazione sul lavoro. Promesse che fanno i nostri padroni, che però non arrivano e non rispettano accordi fatti in passato. Siamo qui proprio per denunciare questi abusi”.
D’ACIERNO (CGIL): LA PREFETTURA DEVE CONOSCERE I RISCHI PER I LAVORATORI
“Questo è un settore ad alto rischio” ha spiegato Italia D’Acierno, segretario provinciale della Cgil: “Un rischio denunciato più volte dalla CGIL e dagli stessi lavoratori: le condizioni non sono idonee allo svolgimento del servizio. Si tratta di lavoratori esposti quotidianamente a pericoli, ed è giusto che la Prefettura ne sia informata. È altrettanto giusto che venga convocato un tavolo di confronto con la proprietà, perché l’interesse è di tutti.Si dice spesso che i lavoratori muoiono ogni giorno: dobbiamo prevenire. L’intenzione della CGIL è prevenire le morti sul lavoro, gli incidenti gravi e tutte le situazioni di rischio”.
DE CUNZO (FILCAMS CGIL): ACCORDO QUASI DEL TUTTO DISATTESO, PER QUESTO OGGI SIAMO QUI

Italo De Cunzo, responsabile della sicurezza privata per la Filcams Cgil ha elencato quelli che sono i punti maggiori della vertenza e quanto siano stati in parte disattesi da parte della proprieta’: “I turni sono, tra virgolette, massacranti: arrivano a 12-13 ore al giorno nel settore del trasporto valori. Ci sono criticità anche sul fronte della sicurezza: i furgoni che circolano non sono del tutto a norma. Inoltre, il personale ha maturato pro capite circa 700 ore di ferie non godute che, pur essendo richieste, non vengono concesse. Questi sono i tre punti principali”. Ha anche aggiunto: “Circa un anno e mezzo fa abbiamo sottoscritto con l’azienda un accordo di secondo livello che racchiudeva i punti che ho appena elencato, oltre ad altri aspetti meno rilevanti. Dopo un anno, l’azienda non ha rispettato quasi del tutto i punti previsti nell’accordo.Siamo stati quindi quasi costretti a rivolgerci, in prima battuta, alla Prefettura, che è l’organo deputato a controllare e garantire la sicurezza e i diritti dei lavoratori in questo settore così delicato, quello della sicurezza privata”.