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Sicurezza in Irpinia: il bilancio dell’Arma. Oggi la presentazione

Napoli – Sicurezza pubblica in Irpinia: i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno presentato questa mattina a Napoli, presso il Comando regionale dell’Arma, il bilancio delle più importanti operazioni effettuate nell’anno 2006. “La provincia di Avellino – si legge nella relazione – per le sue caratteristiche morfologiche e geografiche ha sempre destato l’interesse delle consorterie criminali perché costituisce cerniera e passaggio obbligato tra Puglia e Campania e dall’altro confina con Province ad alto tasso criminale come quelle di Napoli, Foggia e Salerno. Va evidenziato come le associazioni locali pur presentando aspetti di omogeneità rispetto alle altre cosche campane si caratterizzano per la tipicità dell’assetto di comando, di tipo familiare, ed il forte radicamento sul territorio d’origine. I clan camorristici operanti sul territorio a seguito di recenti operazioni di contrasto hanno subito una notevole diminuzione delle capacità operative perdendo notevolmente potere egemonico”. Nel complesso la situazione attuale della sicurezza pubblica della provincia di Avellino appare fortunatamente ben lontana da quella delle province di Napoli e Caserta, ma si registrano, specialmente negli ultimi mesi, degli importanti indicatori di un rinato vigore della criminalità organizzata locale ed esogena, che il Comando Provinciale segue con grande attenzione: si registrano attentati ai danni di esercizi commerciali e di cantieri edili, negli ultimi giorni del 2006 si è verificato l’omicidio Vicino di probabile matrice camorristica, si riscontrano troppi casi di overdose.
L’azione di contrasto si dispiega su due importanti binari: da un lato un’attenta attività investigativa svolta in stretta collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e con le tre Procure Irpine e dall’altro con una serie di iniziative volte a conoscere e a “legalizzare” le attività produttive più sensibili alle infiltrazioni. “In quest’ottica – continua la relazione del Comando Provinciale – è stata intrapresa sin dal mese di ottobre, unitamente all’ufficio ispettivo della Direzione provinciale del Lavoro di Avellino, un’intensa attività di monitoraggio di tutti i cantieri accesi sull’intera provincia, finalizzata al controllo degli appalti e della sicurezza sui luoghi di lavoro che ha già dato ottimi risultati. Nel contempo è stata intensificata l’attività di aggressione al patrimonio mobiliare ed immobiliare delle consorterie criminali attraverso una maggiore attenzione alla misure di prevenzione patrimoniali”.

Le operazioni più importanti:
Rotondi: i militari del Reparto Operativo in collaborazione con la Compagnia di Avellino, hanno arrestato due affiliati al clan “Pagnozzi” responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsioni e detenzione di materie esplodenti. I due arrestati erano gli autori di numerosi attentati ai danni di esercizi commerciali della Valle Caudina.

San Martino Valle Caudina: i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un latitante affiliato al Clan Pagnozzi, ricercato per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura.

Montella-Lioni: arrestate 7 persone, 102 deferite a piede libero, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa , falsità materiale ed ideologica ed altro. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per 4 milioni di euro.

Montella: arrestato pregiudicato del posto e deferite altre 3 persone in stato di libertà per fabbricazione e diffusione di monete false. Operazione durante la quale veniva sequestrato materiale per la fabbricazione di monete false.

Serino: i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto un cittadino di nazionalità tedesca ricercato per l’omicidio della moglie da lui commesso il giorno prima in Germania.

Zungoli: arrestato latitante affiliato al Clan malavitoso napoletano “Contini”, ricercato per associazione di tipo mafioso, estorsione furto, usura ed altro.

Avellino: i militari del Reparto Operativo-Nucleo Operativo del Comando Provinciale hanno arrestato un pluripregiudicato affiliato al Clan “Genovese”, responsabile di associazione di tipo mafioso ed estorsione ai danni di imprenditori edili della provincia di Avellino.

Avellino: deferito in stato di libertà due pregiudicati per truffa, ricettazione e trattamento illecito dei dati personali, sequestrato oltre 500 schede telefoniche nonché vario materiale informatico per la clonazione delle sim card.

Baiano: i militari del Nucleo Operavo e radiomobile della Compagnia di Baiano hanno tratto in arresto due pregiudicati responsabili di tentata rapina. I due malviventi sono stati bloccati dai militari all’interno di un istituto di credito in possesso di un immobilizzatore elettrico. Le successivi indagini hanno permesso di accertare la loro responsabilità in relazione ad altre 4 rapine commesse ai danni di istituti di credito della regione.

Pietrastornina: i Carabinieri della locale Stazione a conclusione di serrate indagini hanno arrestato un pregiudicato del luogo responsabile di aver incendiato l’autovettura del sindaco del comune di S.Angelo a Scala, un trattore parcheggiato nelle vicinanze e danneggiato due abitazioni attigue ai mezzi.

Atripalda: i Carabinieri del Reparto-Nucleo Operativo del Comando Provinciale hanno tratto in arresto una banda composta da 5 pluripregiudicati napoletani dedita alla commissione di furti in negozi di abbigliamento griffato. In occasione dell’arresto in flagranza di reato è stata recuperata l’ingente refurtiva.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino unitamente agli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro hanno effettuato una vasta operazione di controllo su circa trecento cantieri della provincia elevando più di 500 sanzioni per violazioni della normativa inerente alla sicurezza sui luoghi di lavoro, l’emersione del lavoro irregolare e l’applicazione della legge Bersani.

Montefusco: i Carabinieri del Reparto-Nucleo Operativo del Comando Provinciale, unitamente ai militari della Compagnia di Mirabella Eclano hanno arrestato un minore resosi responsabile qualche ora prima dell’omicidio di un educatore sociale avvenuto a Petruro Irpino.

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