Mercoledì 7 settembre alle ore 19.00 nella sala consiliare della Fondazione P.E.Pascucci in Dentecane, verrà presentato l’ultimo libro pubblicato dalla ABEdizioni di Arturo Bascetta. “Pietradefusi nel Regno di Napoli: Il Settecento, l’Onciario, i Notai “, questo il titolo del volume scritto dall’autore Dionisio Pascucci, noto medico beneventano, che fa seguito all’ultimo successo che la ABE, nota casa editrice avellinese, ha dedicato a S.Angelo dei Lombardi in foto e scritto da Michele Vespasiano. “Dopo 250 volumi pubblicato in 20 anni di editoria in Campania”, ha detto Bascetta, “stavolta tocca ad una rivisitazione storica di tutto rispetto riferita al trio Pietradefusi-Dentecane-S.Elena, le cui origini sono legate a Montefusco, alla prima Venticano di Civitate Benevenetana e all’abbazia di Apice, da cui nacque proprio Dentecane. Sono contento che questo onoroso lavoro di ricerca lo abbia condotto felicemente a termine il dottore Pascucci, il quale, con passione, ha letto molti atti notarili inediti che portano ad una lettura diversa della storia antica in linea con la nostra casa editrice che, purtroppo, avverte la triste perdita del direttore editoriale Angelo Cillo, al quale debbo l’avvio delle nostre collane editoriali piu’ importanti”. Alla presentazione del volume di storiografia irpina e napoletana saranno presenti il saluto del Sindaco di Pietradefusi , Giulio Belmonte, l’Assessore alla Culura Raffaello De Nisco, il Presidente della Fondazione Gianni de Caro, il professore Virgilio Iandiorio Dirigente scolastico IS di Pietradefusi, Fiorella De Vizia Dirigente Scolastico ITC di Gesualdo, Mario Iarrobino professore emerito dell IS di Pietradefusi, oltre l’autore Dionisio Pascucci. Gli interventi saranno moderati dalla collega Barbara Ciarcia. Scopo dell’autore è quello di offrire un contributo al recupero e alla conservazione della memoria storica del paese, dei nomi, delle famiglie e dei luoghi. Tra le fonti che potessero rappresentare la base di partenza per le ricerche, la scelta è caduta sul Catasto Onciario di Pietradefusi del 1754, che al di là dei dati socioeconomici obiettivamente forniti per il XVIII secolo, costituisce uno strumento unico, per il suo genere, ed allo stesso tempo indispensabile per la ricostruzione della storia di Pietra de Fusi, permettendo di conoscere, sotto diversi aspetti, come si presentava allora il paese. Il lavoro effettuato non è stato un mero lavoro di trascrizione dal documento originale, custodito a Napoli presso l’Archivio di Stato, ma, essenzialmente un tentativo di interpretazione dei dati con il rilievo delle varie attività svolte, il numero relativo degli addetti, le classi di età e la composizione dei nuclei familiari dei cittadini e, in ultimo, forse il più importante ed interessante tra le notizie ricavate, anche i nomi dei luoghi della Pietra de Fusi di allora, alcuni usati ancora oggi ed altri caduti in disuso. La lettura del Catasto Onciario è stata opportunamente incrociata con alcuni documenti notarili consentendo di mettere a fuoco anche altri aspetti della vita dell’epoca, come, il matrimonio, la vita familiare ed il sentimento religioso. Dalle pagine scorrevoli del volume affiora la peculiare realtà di Pietradefusi, la cui prospera economia traeva linfa vitale dal commercio di transito, mentre la fiscalità municipale traeva i propri proventi da gabelle sui generi di consumo, che gravavano prevalentemente proprio sui forestieri E’ inoltre evidente che la massiccia presenza di proprietà ecclesiastica, dovuta all’antica presenza dell’Abbazia di Montevergine sul territorio contrastava con la debolezza, per non dire inconsistenza, del potere feudale, rappresentato dall’An¬nunziata di Napoli e che il graduale sviluppo demografico ed economico del paese di metà Settecento era legato soprattutto alla ristrutturazione della Via Regia delle Puglie voluta da Carlo di Borbone consentendo la trasformazione dell’area doganale del Passo di Dentecane, limitata sin’allora a poche strutture funzionali al servizio del Passo, in un vero e proprio centro abitato, destinato a notevole sviluppo. Il volume diviso in nove capitoli è corredato da ben trenta tabelle. In conclusione ci troviamo di fronte ad una ricostruzione storica rigorosa, che sarà di sicuro interesse non solo per gli abitanti di Pietradefusi, che attraverso il volume vedranno rivivere il proprio passato, ma verosimilmente anche per i cultori di storia locale.. Continuano i saluto del Sindaco di Pietradefusi , dr.Giulio Belmonte e dell’Assessore alla Culura dr. Raffaello De Nisco, nonchè del Presidente della Fondazione, dr. Gianni de Caro, prenderanno la parola il prof. Virgilio Iandiorio, Dirigente scolastico IS di Pietradefusi, la Prof.sa Fiorella De Vizia, Dirigente Scolastico ITC di Gesualdo, il dr.Mario Iarrobino, professore emerito dell IS di Pietradefusi e l’autore, dr. Dionisio Pascucci. Gli interventi saranno moderati dalla dr.sa Barbara Ciancia, giornalista de Il Mattino. . Scopo dell’autore è stato quello di offrire un contributo al recupero e alla conservazione della memoria storica del paese, dei nomi, delle famiglie e dei luoghi. Tra le fonti che potessero rappresentare la base di partenza per le ricerche, la scelta è caduta sul Catasto Onciario di Pietradefusi del 1754, che al di là dei dati socioeconomici obiettivamente forniti per il XVIII secolo, costituisce uno strumento unico, per il suo genere, ed allo stesso tempo indispensabile per la ricostruzione della storia di Pietra de Fusi, permettendo di conoscere, sotto diversi aspetti, come si presentava allora il paese. Il lavoro effettuato non è stato un mero lavoro di trascrizione dal documento originale, custodito a Napoli presso l’Archivio di Stato, ma, essenzialmente un tentativo di interpretazione dei dati con il rilievo delle varie attività svolte, il numero relativo degli addetti, le classi di età e la composizione dei nuclei familiari dei cittadini e, in ultimo, forse il più importante ed interessante tra le notizie ricavate, anche i nomi dei luoghi della Pietra de Fusi di allora, alcuni usati ancora oggi ed altri caduti in disuso. La lettura del Catasto Onciario è stata opportunamente incrociata con alcuni documenti notarili consentendo di mettere a fuoco anche altri aspetti della vita dell’epoca, come, il matrimonio, la vita familiare ed il sentimento religioso. Dalle pagine scorrevoli del volume affiora la peculiare realtà di Pietradefusi, la cui prospera economia traeva linfa vitale dal commercio di transito, mentre la fiscalità municipale traeva i propri proventi da gabelle sui generi di consumo, che gravavano prevalentemente proprio sui forestieri E’ inoltre evidente che la massiccia presenza di proprietà ecclesiastica, dovuta all’antica presenza dell’Abbazia di Montevergine sul territorio contrastava con la debolezza, per non dire inconsistenza, del potere feudale, rappresentato dall’Annunziata di Napoli e che il graduale sviluppo demografico ed economico del paese di metà Settecento era legato soprattutto alla ristrutturazione della Via Regia delle Puglie voluta da Carlo di Borbone consentendo la trasformazione dell’area doganale del Passo di Dentecane, limitata sin’allora a poche strutture funzionali al servizio del Passo, in un vero e proprio centro abitato, destinato a notevole sviluppo. Il volume diviso in nove capitoli è corredato da ben trenta tabelle. In conclusione ci troviamo di fronte ad una ricostruzione storica rigorosa, che sarà di sicuro interesse non solo per gli abitanti di Pietradefusi, che attraverso il volume vedranno rivivere il proprio passato, ma verosimilmente anche per i cultori di storia locale.
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