Si chiude un anno difficile per la concia: le prospettive del 2009

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Solofra – Sarà un lungo e gelido inverno per la concia solofrana. Il distretto industriale di Solofra ha sospeso le fasi di lavorazione per le festività di fine anno. Nella maggior parte dei casi, le aziende riapriranno i battenti solo il prossimo 12 gennaio, periodo per il quale si prospetta, secondo le stime pubblicate dalle organizzazioni sindacali nella prima settimana di dicembre, una fase di stanca. La prospettiva non è di certo tra le più rosee: tra dicembre 2008 e gennaio 2009, infatti, il 12% dei lavoratori dell’intero comparto nazionale della concia sarà sospeso dal lavoro senza fruire degli ammortizzatori sociali, solo utilizzando ferie forzate, riduzioni di orario, banche ore e permessi. Migliori, invece, sono le attese per i successivi mesi primaverili. Nel distretto conciario di Solofra, si preannuncia un gennaio in cui gran parte delle piccole firme faranno ricorso alla cassa integrazione e all’utilizzo delle ferie, anche se ci sono delle aziende che hanno registrato buoni esiti sulle campionature e sono, pertanto, in attesa degli ordinativi. Ciò nonostante, c’è un cauto ottimismo tra gli addetti ai lavori, tenuto conto anche della condizione generale dei mercati: l’avvio delle esposizioni fieristiche di primavera porterà la tanto attesa boccata d’ossigeno ad un comparto, quello della concia, ancora in stand-by da troppo tempo. Rispetto ai numeri su scala nazionale, la fotografia che viene fuori dal distretto solofrano non può non prescindere dalla vicenda legata alla caduta del colosso Albatros. L’iter processuale per la verifica delle varie istanze si concluderà soltanto il prossimo 17 febbraio. Tra fornitori, terzisti e clienti – come pure i lavoratori dell’ex azienda dei Juliani che vantano mensilità arretrate – ammontano a poco meno di quattrocento le istanze di credito presentate sul tavolo del curatore fallimentare, Antonio Savino. A giorni dovrebbe arrivare anche il placet definitivo per la richiesta della proroga della cassa integrazione straordinaria di ulteriori sei mesi rispetto alla scadenza del 19 novembre. Tuttora in fieri il progetto di recupero dell’opificio attraverso un bando nazionale prospettato dal curatore fallimentare Savino per il fitto di tutto lo stabile conciario. Le proposte avanzate sono in fase di valutazione. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per la prosecuzione delle attività e di ottenere il reintegro, parziale, dei lavoratori. Una quota sostanziosa dovrebbe essere ricollocata mentre la parte restante andrà in cassa integrazione. Al vaglio degli studi delle organizzazioni sindacali anche la possibilità di ruotare la parte dei dipendenti che andrà in cassa integrazione. (di Rossella Fierro)

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