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Come ha spiegato in apertura l’assessore al Bilancio, Carmine Gnerre Musto, infatti, ben 8,3 dei 10 milioni di cui consta la manovra scaturiscono da una sentenza con la quale il Tar ha condannato la Regione a risarcire Palazzo Caracciolo dell’iva sui trasporti a decorrere dal 2004 al 2010. Di qui, le fortissime perplessità dell’opposizione, manifestate con particolare chiarezza da Alberta De Simone. “Anche se la sentenza è esecutiva – ha spiegato il capogruppo dell’opposizione – non è certamente definitiva, dal momento che siamo in primo grado”. Utilizzare i fondi, dunque, per l’esponente del Pd esporrebbe fortemente Palazzo Caracciolo al rischio default, soprattutto laddove ulteriori sentenze in appello dovessero dare ragione alla Regione.
Diametralmente opposto il punto di vista di Cosimo Sibilia, presidente della Provincia irpina. “Chi solleva questi dubbi – si è chiesto provocatoriamente – è la stessa opposizione che mi ha più volte esortato a rompere il Patto di stabilità per finanziare lo sviluppo?” Preso atto del voto contrario della minoranza, inoltre, Sibilia ha avanzato forti accuse di incoerenza e sottolineato ancora una volta la volontà di andare avanti con IrpiniAmbiente e la provincializzazione: “Sinora sui grandi temi avevo apprezzato l’unità di tutto il consiglio. Adesso mi chiedo come si possa pensare di sostenere la provincializzazione cambiando più volte idea sullo stesso argomento. Ad ogni modo – ha concluso – andremo avanti senza arretrare di un solo passo. Siamo convinti di quanto stiamo portando avanti e non ci fermeremo”.