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Si aggrava l’emergenza rifiuti, scuole chiuse e cortei di protesta

L’emergenza rifiuti si sta ingigantendo di ora in ora: solo a Napoli città se ne contano almeno settemila tonnellate, ma la situazione non è migliore in provincia. Continua la sospensione delle attività scolastiche in una sessantina di istituti presenti a Torre Annunziata, San Giorgio a Cremano, Boscoreale, Quarto, Sant’Anastasia e Casalnuovo e cresce, naturalmente, anche la protesta. A Napoli questa mattina blocchi ad Agnano, lungo via Scarfoglio e in via Beccarelli, a pochi passi dalla tangenziale e da corso Malta, che è una delle maggiori strade di ingresso nel capoluogo partenopeo. Le manifestazioni di protesta si estendono anche al Molise, dal quale questa mattina sono partite almeno tremila persone che marciano verso Benevento per esprimere totale contrarietà verso l’ipotesi della discarica in località Colle Alto, nel comune di Morcone. Anche in Irpinia c’è agitazione per la notizia secondo la quale potrebbe essere deciso di realizzare un enorme sversatoio nel comune di Vallata, a metà strada tra la Baronia e l’Alta Irpinia. Non si sa se quel sito sarebbe da intendersi alternativo a quello già previsto in località Ischia, nel comune di Savignano Irpino. La Campania è in attesa delle decisioni che dovrebbero giungere dal commissariato regionale per l’emergenza rifiuti: il supercommissario, Gianni De Gennaro, dovrebbe tenere una conferenza stampa per comunicare in modo chiaro e trasparente la strada adottata per uscire da uno stallo non più accettabile. Intanto la tensione sta raggiungendo anche i vertici istituzionali: il sindaco di Napoli, Rosa Jervolino, ha risposto che non le passa neanche per la testa di dimettersi, perché dopo 14 anni di commissariamento non sono il sindaco o il presidente della Provincia o il governatore della Campania a doversi dimettere, ma altre persone.

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