Sgominata rete di usurai in Calabria: fermato un avellinese

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Undici arresti sono stati effettuati dagli uomini del Gruppo Investigativo sulla criminalità organizzata della Guardia di Finanza di Catanzaro coadiuvati dai colleghi del Servizio Centrale con sede a Roma e dai Baschi Verdi di Vibo Valentia e Lamezia Terme, a seguito di indagini coordinate dalla Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Otto persone sono state condotte in carcere e tre agli arresti domiciliari per usura ed estorsione – reati aggravati dall’uso del metodo mafioso – nonché di truffe al bilancio regionale in materia di finanziamenti agevolati, per oltre un milione di euro, per le quali risulta indagato a piede libero un funzionario del Tribunale di Lamezia Terme.
Altre sei persone sono state invece colpite dalla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, mentre altre dodici risultano attualmente denunciate a piede libero. Tra queste c’è anche Giovanni Lombardi, 50enne di Avellino, che ha partecipato al maxi giro di usura fruttato tre milioni di euro. Le indagini, durate circa due anni, sono iniziate grazie alle dichiarazioni di alcuni imprenditori agricoli locali ed hanno coinvolto, nel tempo, un’articolata rete di soggetti usurai orbitanti intorno alle cosche attive nel territorio del lametino e del vibonese. Per giungere agli scopi illeciti, gli usurai concedevano prestiti approfittando dello stato di bisogno delle vittime, applicavano tassi di interesse anche oltre il 140% annuo e, in caso di incerto recupero del denaro dato, ricorrevano ad intimidazioni, minacce dirette o implicite e, dove necessario, a mirate azioni estorsive.

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