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E dalla Confesercenti arriva l’invito del direttore provinciale Mariano Lepore “…a recarsi anche in tutti quei negozi nascosti dalle palizzate dei lavori in corso. I saldi rappresentano una boccata d’ossigeno per i commercianti – afferma Lepore – ma ad Avellino non bisogna dimenticare che gli esercenti in agonia sono soprattutto quelli che hanno la propria attività lungo le strade interdette al traffico veicolare. Il mio invito ai cittadini – continua Lepore – è allargato all’amministrazione comunale, che potrebbe cogliere l’occasione dei saldi estivi per promuovere iniziative mirate a calamitare l’attenzione dei consumatori sulle strade interessate dai lavori in corso”. Intanto dalla Confcommercio di Avellino, il direttore provinciale Oreste La Stella fa sapere che ogni famiglia spenderà in media poco più di 280 euro per l’acquisto di articoli a prezzo scontato, e che il valore complessivo dei saldi estivi avrà un’incidenza dell’11,2 per cento sul fatturato annuo del settore. Seguono Genova, dove gli acquisti scontati cominceranno il 4 luglio mentre a Roma, Milano, Torino, Venezia, Bologna, Bari, Ancona e Trieste l’inizio dei saldi è previsto per il 5 luglio.
DA SAPERE – Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per quanto riguarda la prova dei capi non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante mentre sui prodotti in vendita viene sottolineato che i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. Per il prezzo, infine, è previsto l’obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.