Sesso e regali, 20mila teenager coinvolte da Napoli al Nord
Redazione online
ROMA – «Ventimila ragazzine tra i 13 e i 17 anni che hanno rapporti in cambio di regali o denaro in Italia». Una stima choc che mette in evidenza un fenomeno sottovalutato negli ultimi anni. «I fatti di Ventimiglia, dopo quelli di Roma, purtroppo non ci sorprendono: sono ventimila le ragazzine tra i 13 e i 17 anni che hanno rapporti in cambio di regali o denaro in Italia. Un dato desunto da un’indagine svolta a campione tra Napoli e Roma, dove si stimano rispettivamente 1.000 giovanissimi tra femmine e maschi coinvolti. In generale, in Italia, ad avere rapporti in cambio di ‘regali’ o denaro, è lo 0,6% delle ragazzine tra 14-17 anni, contro lo 0,8-1% in Europa». Lo afferma il giornalista Mario Campanella, presidente di Peter Pan Onlus che si occupa di pedofilia e sfruttamento minori e autore, insieme a Maria Rita Parsi, del libro ‘Maladolescenza’ in uscita per Piemme il 18 marzo. Un dato confermato da quanto emerso da «un monitoraggio condotto qualche anno fa a Catania, Padova, Bologna, Pescara, Bari e Salerno. Riuscimmo a scovare 600 ragazzine dai 14 ai 17 anni che avevano avuto già 20 partner diversi. In molti casi c’era la mediazione di ‘regali’. L’età media dei partner – racconta all’Adnkronos Salute – era 17-25 anni, dunque non si può parlare di pedofilia, ma neanche di una normale vivacità nella scoperta del sesso. C’è poi un mondo che si muove all’interno dei social network e sfugge a ogni controllo, bacheche di annunci e di scambi che nessuno riesce ad interpretare». Campanella – che il 2012 ha scritto insieme a Don Fortunato Di Noto il libro ‘Lettera a una bambina molestatà – parla anche di «legislazione carente e di assenza completa di prevenzione nel nostro Paese». «Ancora oggi – prosegue il giornalista – i reati associativi per la pedofilia prevedono il rito del patteggiamento e della non menzione. È accaduto di recente a Cosenza con una madre che ha ‘ceduto’ la figlia tredicenne al compagno albanese, e ha patteggiato una pena a due anni senza menzione: questa signora potrebbe tranquillamente partecipare a un concorso per insegnante o assistente sociale». «Nel libro con la Parsi – continua il giornalista – abbiamo raccolto anche una storia simile di una ragazzina di 17 anni che alla sua età aveva accumulato decine di rapporti sessuali vivendoli assolutamente come normali. È singolare che in un Paese dove la sessualizzazione è subliminale – prosegue Campanella- e inizia con le bambole, non vi siano strategie condivise di educazione a una sessualità sana, libera ma vissuta in un contesto di coetaneità. Oltretutto – conclude – l’opera anti-pedofilia di Don Di Noto rischia di fermarsi per mancanza di fondi, dopo aver oscurato 100 mila siti pedopornografici».ilmattino.it