
LUGANO – “C’è tutta una vita in un’ora d’amore”, scriveva Honoré de Balzac. Ma ci sono anche incontri fugaci, fatti nell’ombra della notte, sotto il tetto della casetta dei parchi giochi. Già, è quanto ci racconta il custode di una scuola del Luganese: “Abito vicino al parchetto – ci dice –, sono uscito a passeggio con il cane verso mezzanotte. Ho sentito dei rumori provenire dalla casa utilizzata dai bimbi delle elementari per giocare a fare i grandi”. Ma nelle tenebre non erano di certo della anime candide a intrattenersi nella struttura di legno: “Ho trovato un ragazzo e una ragazza che stavano… beh… come dire… stavano facendo l’amore. Appena mi hanno visto sono scappati”. Per il nostro interlocutore il fatto è una cosa “inaccettabile se si pensa che quei luoghi sono messi a disposizione per i più piccoli. E, aggiungo, molte volte mi è capitato di trovare dei preservativi buttati per terra… ora capisco il perché”. Ma il problema è un altro: “Se li avesse visti un bambino? Questi sono atti osceni in luogo pubblico, vanno puniti!”. Giriamo la patata bollente alla Polizia: “Non è corretto parlare di atti osceni in luogo pubblico ma di esibizionismo – ci dicono –. Secondo l’art 194, chiunque compie un atto di esibizionismo è punito , a querela di parte, con una pena pecuniaria sino a 180 aliquote giornaliere”. Cogliere sul fatto le coppiette non è così semplice: “Si interviene in base alle segnalazioni, quando una persona è urtata dal comportamento esibizionistico di una o più persone. Nel corso dell’intervento si identificano il presunto autore o i presunti autori, ma per procedere penalmente è richiesta la querela da parte del richiedente. Dopo gli accertamenti si potrà dunque procedere alla trasmissione dell’incarto al Ministero pubblico”.