Irpinianews.it

Serino – Prima giornata del vertice della Chiesa di Napoli

La Chiesa di Napoli si ritrova a Serino per confrontarsi, discutere e riflettere sulle linee-guida relative al piano pastorale da sviluppare per i prossimi anni. La Diocesi, riunita intorno al Cardinale Sepe con i Vescovi ausiliari, i Vicari episcopali, i Decani, il Consiglio presbiterale, il Rettore del Seminario, i rappresentanti dei Diaconi permanenti e del laicato cattolico, si interroga e si sofferma sulle modalità, sui contenuti e sugli obiettivi dell’impegno di evangelizzazione sul territorio, partendo dal lavoro già fatto in questo primo anno della nuova impostazione e riorganizzazione pastorale della Curia promosse dall’Arcivescovo, e sui confortanti risultati acquisiti, ma soprattutto lo fa sulla base delle specificità del territorio, alla luce di una apposita indagine socio-religiosa voluta da Cardinale.
La ricerca, coordinata e diretta da Luca Grezzi, partner fondatore di Interactive srl di Napoli, effettuata sulla base di circa 20000 interviste telefoniche a cittadini comuni e 2500 ai fedeli di alcune parrocchie prese a campione, nasce dalla necessità di compiere una lettura “statistica” organica del territorio della Diocesi di Napoli e della popolazione residente. Si è scelto di realizzare una analisi socio-religiosa con lettura tra i tredici decanati mediante una raccolta diretta delle informazioni e una successiva analisi statistica. Il 9,7% della popolazione si professa assolutamente agnostico (questo valore diventa il 21,4% per i giovani fino a 24 anni). Il 13,9% si definisce praticante, il 35,6% è “volenteroso”, cioè segue i precetti qualche volta; il 18,7% “occasionale”, sceglie i percorsi più adatti al proprio cammino; il 31,9% “esploratore”, cerca Dio al di fuori dei percorsi proposti dalla Chiesa.
Rispetto alla partecipazione esiste una forte componente di “mobilità” tra gli adulti, mentre i giovani si mostrano inaspettatamente sedentari. La Chiesa parla un linguaggio che viene definito generalmente “comprensibile”, ma in scarsa misura viene percepito suggestivo e attuale. Soprattutto tra i più giovani il prete è visto come un comunicatore. pertanto deve comprendere i linguaggi mutevoli dei fedeli.

Exit mobile version