Serino – L’Acquedotto Augusteo: incontro con gli esperti

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Sabato 18 aprile, a partire dalle ore 18 presso la Biblioteca Comunale di Serino, si terrà il convegno dal titolo “L’Acqua di Serino nella Storia”. L’incontro è organizzato dal portale web Greenopoli in collaborazione con la Pro Loco ed il Comune di Serino. Diversi sono gli interventi previsti: “L’Acquedotto Augusteo Serino-Napoli-Miseno” a cura di Giovanni De Feo, docente e ricercatore dell’Università di Salerno; “La Piscina Mirabilis”, a cura di Sabino De Gisi, dottorando di ricerca presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno; “L’Antico Acquedotto Serino-Benevento”, a cura di Carmela Malvano, dottoranda di ricerca presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno.
Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda che prevede la partecipazione di Ottaviano De Biase, storico locale, Francesco Barra e Sebastiano Martelli, dell’Università degli Studi di Salerno. L’Acquedotto Augusteo Serino-Napoli-Miseno non è sufficientemente conosciuto nel mondo in quanto, diversamente da altri più noti sistemi idrici romani, per esso non ci sono resti spettacolari di ponti o di sterminate file di archi. In ogni caso, si tratta di un autentico capolavoro dell’ingegneria ed uno dei sistemi acquedottistici più grandi dell’impero romano. La sua importanza è testimoniata da svariate fonti bibliografiche, e tra queste possiamo trovare un romanzo: Pompeii di Robert Harris. Serino-Neapolis-Misenum fu probabilmente costruito nel periodo compreso tra il 33 e il 12 a.C. quando Marcus Vipsanius Agrippa era curator aquarum a Roma. Diversi sono i motivi della costruzione dell’Acquedotto di Serino: rifornimento della flotta romana di Misenum; rifornimento idrico per soddisfare la crescente domanda dell’importante porto commerciale di Puteoli (Pozzuoli); rifornimento di acqua potabile per grandi città come Cumae (Cuma) e Neapolis (Napoli). Il canale principale era pari a circa 96 km. L’acquedotto aveva 7 rami principali per una lunghezza pari a circa 49 km. La lunghezza totale era di circa 145 km e, quindi, l’Acquedotto di Serino dovrebbe essere considerato il più grande sistema acquedottistico dell’Impero Romano. Il recapito finale dell’acquedotto è ancora oggi visibile nel suo splendore: la Piscina Mirabilis. Situata sulla collina, di fronte al mare, riforniva d’acqua la Classis Praetoria Misenensis. Si tratta di una immensa cisterna rettangolare di 72 per 27 metri, con ben 48 pilastri che la dividono in 5 ali, sul lato corto, e 13 ali sul lato lungo. La Piscina Mirabilis era capace di stoccare fino a 12.600 metri cubi d’acqua.L’Antico Acquedotto Serino-Benevento è un altro fiore all’occhiello dell’archeologia e dell’ingegneria idraulica dell’Irpinia e del Sannio. Il Caput Aquae dell’acquedotto è la sorgente Urciuoli (Sorgenti Basse) che ancora oggi dopo due millenni con le vicine Sorgenti Alte (Acquaro-Pelosi) continua a fornire acqua agli abitanti di Napoli. Ci sono tre teorie circa la costruzione ed il periodo di costruzione dell’acquedotto: fu costruito dai Sanniti prima dell’acquedotto Augusteo, fu costruito dopo la costruzione dell’acquedotto augusteo dai Romani, fu costruito nello stesso periodo di tempo. Oggi si assume che l’acquedotto beneventano fu costruito contemporaneamente alla realizzazione della colonia di Benevento. La teoria più plausibile è che fu costruito dai Romani nello stesso periodo o poco prima la realizzazione dell’Acquedotto Augusteo. Il canale principale dell’acquedotto è lungo circa 35 Km ed ha due piccoli affluenti laterali. Oggi un tratto ben conservato dell’acquedotto è stato riportato alla luce presso la Rocca dei Rettori a Benevento.

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